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	<id>https://wiki.libreitalia.org/api.php?action=feedcontributions&amp;feedformat=atom&amp;user=Marco.marega</id>
	<title>LibreItalia Wiki - Contributi utente [it]</title>
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	<updated>2026-06-10T05:55:35Z</updated>
	<subtitle>Contributi utente</subtitle>
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		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Utente:Marco.marega&amp;diff=174</id>
		<title>Utente:Marco.marega</title>
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		<updated>2017-06-19T11:56:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: Creata pagina con &amp;quot;Dopo aver ottenuto il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale ad indirizzo merceologico, ho lavorato per circa 13 anni in uno studio notarile occupandomi di redazione di co...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Dopo aver ottenuto il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale ad indirizzo merceologico, ho lavorato per circa 13 anni in uno studio notarile occupandomi di redazione di contrattualistica ed adempimenti derivati.&lt;br /&gt;
Dal 2005 lavoro in una società di servizi contabili, all'interno della quale mi occupo prevalentemente di contrattualistica.&lt;br /&gt;
Per me l'informatica, e soprattutto il mondo del software libero, è una passione extra lavorativa.&lt;br /&gt;
Sono utente Linux dal 1998 ed utilizzo LibreOffice dalla sua nascita, in precedenza usavo i suoi predecessori OpenOffice.org e StarOffice.&lt;br /&gt;
Da fine 2015 sono socio sostenitore di LibreItalia.&lt;br /&gt;
Non essendo un tecnico, come volontario, collaboro online per la traduzione di documentazione ed ora anche con la stesura di qualche semplice how-to, che potete leggere su questo wiki.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=171</id>
		<title>Gestire le password con KeePassX</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=171"/>
		<updated>2017-06-15T11:56:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Utilizzo delle Password */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Uno dei problemi più comuni, che l’uso dei computer ha portato nella nostra vita di tutti i giorni, è quello di doverci ricordare le password di accesso per tutti portali ed i servizi ai quali siamo iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Effettivamente dovendo gestire: caselle di posta elettronica, social network, conti correnti online, portali di servizi vari, pin degli smartphone e chi più ne ha più ne metta; i codici da ricordare sono un’infinità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password troppo facili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli utenti, per non dimenticarsi le loro credenziali, adottano spesso soluzioni all’insegna della semplicità, che sfocia più o meno consciamente in una bonaria ingenuità, che però rischia di mettere seriamente a repentaglio la sicurezza dei dati e/o se parliamo di conti correnti online, dei sudati risparmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le statistiche ci dicono che le combinazioni più usate sono cose del tipo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “123456” (con varianti di più o meno cifre)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “111111” (o con un’altra cifra o lettera a piacere)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “password” (c’era scritto di inserire password e così ho fatto!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la propria data di nascita (o numero di telefono, indirizzo di casa, nome del cane, gatto, figlio/a, fidanzato/a, marito, moglie, amante, o quel che preferite)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte queste “password” possono proteggerci probabilmente dall’accesso indesiderato di qualche collega o familiare, ma ben poco potrebbero se venissero attaccate online da parte di qualche smaliziato criminale informatico, che si avvale di tecnologie avanzate per carpire i nostri codici di accesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come se non bastasse, spesso vengono utilizzate le medesime credenziali per tutti, o per gran parte degli account di cui siamo in possesso. Se quindi qualcuno dovesse venire in possesso della nostra password, avrebbe libero accesso a tutti i nostri dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password adeguate ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vogliamo mettere al sicuro la nostra privacy è di fondamentale importanza scegliere delle credenziali di accesso adeguate. L’ideale sarebbe utilizzare password diverse per ogni servizio, che siano il più lunghe e complesse possibile. Nello sceglierle, sarebbe bene utilizzare combinazioni che comprendano contemporaneamente: lettere maiuscole, lettere minuscole, cifre, segni di punteggiatura e caratteri speciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Evidentemente se scegliamo delle password così formate, anche per noi stessi diventa praticamente impossibile ricordarcele tutte, per questo motivo sono nati degli appositi programmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== KeePassX: un gestore di password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i diversi gestori di password disponibili parleremo di [https://www.keepassx.org/ KeePassX], un programma '''Open Source''', disponibile per Windows, Mac e Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In origine questo programma è nato come port per Linux di [http://keepass.info/ KeePass Password Safe], un altro software libero, sviluppato inizialmente per Windows. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso del tempo i due progetti, sono diventati entrambi cross-platform, anche se per il loro sviluppo si basano su librerie diverse. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo how-to la preferenza va a KeePassX, che usa le librerie Qt ed è più adatto a girare nativamente sotto Linux, KeePass Password Safe fa uso invece delle librerie .NET e quindi in ambiente Linux richiede di appoggiarsi a Mono, questo lo rende più adatto all'utilizzo in ambiente Windows. &lt;br /&gt;
Nelle funzionalità i due programmi sono molto simili e potete provarli per poi scegliere quello con cui vi trovate meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella pagina di download di KeePass Password Safe, potete trovare un lungo elenco di altri programmi derivati, disponibili per svariati sistemi, come ad esempio [https://play.google.com/store/apps/details?id=com.android.keepass KeePassDroid], che rende disponibili le funzioni di gestione delle password sugli smartphone con sistema operativo Android. Esistono inoltre delle versioni anche per iPhone ed iPad.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Primo avvio di KeePassX ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al primo avvio [https://www.keepassx.org/ KeePassX] ci proporrà di creare un nuovo database, all’interno del quale verranno memorizzate tutte le nostre credenziali. Se vogliamo possiamo creare database diversi, ognuno dei quali verrà memorizzato in un file a se stante. Ad esempio se volessimo tenere separate le password del lavoro da quelle personali potremo creare due distinti file. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per creare un database, non dovremo fare altro che selezionare '''Database → Nuovo Database'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci verrà richiesto di impostare una password di protezione da usare per i futuri accessi al nostro database. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Selezionatela con cura, poiché questa diventerà la vostra password più importante. L’unica che dovrete ricordare da ora in avanti! Fate attenzione, perché se doveste perderla non riuscirete più ad accedere al database contenente tutte le vostre altre password!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta impostata la password potete fare clic sul tasto '''OK''' per accedere all’elenco di tutte le vostre credenziali, che ovviamente sarà ancora vuoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In aggiunta, o in alternativa, alla password di accesso al database è possibile impostare un '''File chiave''', basterà mettere il segno di spunta all’opzione relativa e scegliere un file (di qualunque tipo) dopo aver fatto clic sul pulsante '''Sfoglia'''. Facendo clic sul pulsante '''Crea''', verrà invece generato un file in formato xml, con estensione .key, contenente una password casuale, che potrete usare sempre come '''File chiave'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attenzione: se impostate il segno di spunta sia sulla password, che sul file chiave, questi non potranno essere utilizzati in alternativa ed ogni volta che aprirete il database dovrete inserirli entrambi. Se invece volete usare uno solo dei due metodi dovrete impostare il segno di spunta solo sulla password, o solo sul file chiave, all’apertura del database vi verrà quindi richiesto di inserire solo quello dei due che avete selezionato al momento della creazione del database.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se usate un file come chiave, fate molta attenzione a non modificarlo e fatevi delle copie di sicurezza. Se lo perdete non potrete più accedere al database delle vostre password. Per precauzione potreste impostarlo in modalità sola lettura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con le dovute cautele un file, può essere un’ottima alternativa alla password, pensate ad esempio a quelle bella foto di famiglia che avete fatto in vacanza: chi potrebbero mai ricostruire lo stesso contenuto in bit? Tra tutti i file presenti nel vostro computer chi potrebbe sapere quale file avete scelto al posto della password?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va però ribadita ancora una volta l’importanza di non modificare mai il File chiave, una differenza di un solo bit, comporterebbe l’inaccessibilità all’elenco delle vostre password. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ad esempio avete scelto una foto, che non vi venga in mente di regolare i colori con un programma di fotoritocco, la rendereste un file differente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per salvare il database, non dovrete far altro che selezionare '''Database → Salva''' o '''Database → Salva con nome''', nel primo caso verrà sovrascritto il database corrente, nel secondo potrete salvarne una copia con un altro nome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserimento delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta creato ed essere entrati nel database potremo inserire ed organizzare le nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’inserimento di una password è un’operazione piuttosto semplice, basterà fare clic su '''Voci → Aggiungi nuova voce''', oppure premere la combinazione di tasti '''Ctrl+N'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si aprirà una finestra nella quale inserire i dati relativi alla password che vogliamo memorizzare ed in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un Titolo: che è il nome con cui vogliamo identificare la nostra password, ad esempio: Banca;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- il Nome utente: per l’appunto il nome utente con cui accedere a quel determinato servizio;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la Password: che va ripetuta due volte per essere sicuri di averla inserita correttamente;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- l’URL: l’indirizzo alla pagina web dalla quale si effettua l’accesso a quel determinato account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi dati non sono obbligatori, ma è fortemente consigliato inserirli tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ogni voce memorizzata è inoltre possibile inoltre definire una data di scadenza e memorizzare altre informazioni attraverso la scheda Avanzate, è possibile personalizzare l’icona con cui viene visualizzata e definire altri parametri, ma i dati importanti sono i quelli sopra specificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non avete ancora deciso la password da usare per l’account che state inserendo nel database, potete farvi aiutare a crearla da KeePassX. Facendo clic sul tasto '''Gen.''', che si trova a lato del campo per la ripetizione della password, si aprirà un generatore automatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo vi permetterà di definire la lunghezza della password voluta ed il tipo di caratteri da usare (lettere maiuscole, minuscole, numeri, caratteri speciali). Il tasto con l’icona raffigurante un occhio vi consentirà di visualizzare in chiaro la password generata, che potrete confermare con il tasto '''Accetta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo potrete creare delle password decisamente più efficaci e sicure di quelle comunemente usate dalla maggior parte delle persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta inseriti i dati faremo clic su '''OK''' per memorizzare la voce inserita e tornare all’elenco delle nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel menu '''Voci''', troviamo anche le funzioni per clonare, visualizzare, modificare o eliminare una voce già esistente. Il loro utilizzo è semplice ed autoesplicativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso le funzioni presenti nel menu '''Gruppi''' è possibile inoltre creare, modificare ed eliminare dei raggruppamenti di password, in modo da organizzarle per categorie a seconda delle nostre preferenze. Potremmo ad esempio decidere di creare un gruppo Banche, un gruppo Social Network, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Utilizzo delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta memorizzate tutte le nostre password, potremo accedere al nostro database ogni qualvolta avremo necessità di accedere ad uno dei servizi online ai quali siamo registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro database potremo selezionare una voce e scegliere dal menu '''Voci → Copia nome utente''' (scorciatoia da tastiera: '''Ctrl+B''') oppure '''Voci → Copia password''' ('''Crtl+C'''), per copiare rispettivamente il nome utente o la password, da incollare poi nel campo della pagina web di accesso al nostro account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ragioni di sicurezza i dati copiati negli appunti vengono eliminati dopo un determinato numero di secondi, trascorsi i quali dovrete ripetere l’operazione di copia prima di poter incollare i dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più comodo però è usare in sequenza le due funzioni '''Apri URL''' ('''Ctrl+U''') ed '''Esegui Auto-type''' ('''Ctrl+V'''), che si trovano sempre all’interno del menu '''Voci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attivando '''Apri URL''' con '''Ctrl+U''', il programma avvierà automaticamente il nostro browser indirizzandolo all’indirizzo della pagina che abbiamo memorizzato nel campo URL quando abbiamo inserito le nostre credenziali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la pagina si sarà aperta nel browser, dovremo assicurarci di essere posizionati nel campo per l’inserimento del nome utente, quindi potremo tornare alla finestra di KeePassX ed avviare la funzione '''Esegui Auto-type''' con '''Ctrl+V''': il programma digiterà automaticamente nome utente e password all’interno del browser permettendoci di accedere al nostro servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete ben capire, usando le comode funzionalità messe a disposizione da questo tipo di programmi, non dovrete più preoccuparvi di tenere a mente nomi utente e password, ci penserà il vostro gestore di password.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora non avete più scuse per non scegliere password sicure ed affidabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordatevi in ogni caso di fare sempre delle copie di backup del database contenente le vostre password e, se avete usato tale opzione, del file usato come chiave di accesso.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=170</id>
		<title>Gestire le password con KeePassX</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=170"/>
		<updated>2017-06-14T12:51:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Uno dei problemi più comuni, che l’uso dei computer ha portato nella nostra vita di tutti i giorni, è quello di doverci ricordare le password di accesso per tutti portali ed i servizi ai quali siamo iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Effettivamente dovendo gestire: caselle di posta elettronica, social network, conti correnti online, portali di servizi vari, pin degli smartphone e chi più ne ha più ne metta; i codici da ricordare sono un’infinità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password troppo facili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli utenti, per non dimenticarsi le loro credenziali, adottano spesso soluzioni all’insegna della semplicità, che sfocia più o meno consciamente in una bonaria ingenuità, che però rischia di mettere seriamente a repentaglio la sicurezza dei dati e/o se parliamo di conti correnti online, dei sudati risparmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le statistiche ci dicono che le combinazioni più usate sono cose del tipo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “123456” (con varianti di più o meno cifre)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “111111” (o con un’altra cifra o lettera a piacere)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “password” (c’era scritto di inserire password e così ho fatto!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la propria data di nascita (o numero di telefono, indirizzo di casa, nome del cane, gatto, figlio/a, fidanzato/a, marito, moglie, amante, o quel che preferite)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte queste “password” possono proteggerci probabilmente dall’accesso indesiderato di qualche collega o familiare, ma ben poco potrebbero se venissero attaccate online da parte di qualche smaliziato criminale informatico, che si avvale di tecnologie avanzate per carpire i nostri codici di accesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come se non bastasse, spesso vengono utilizzate le medesime credenziali per tutti, o per gran parte degli account di cui siamo in possesso. Se quindi qualcuno dovesse venire in possesso della nostra password, avrebbe libero accesso a tutti i nostri dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password adeguate ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vogliamo mettere al sicuro la nostra privacy è di fondamentale importanza scegliere delle credenziali di accesso adeguate. L’ideale sarebbe utilizzare password diverse per ogni servizio, che siano il più lunghe e complesse possibile. Nello sceglierle, sarebbe bene utilizzare combinazioni che comprendano contemporaneamente: lettere maiuscole, lettere minuscole, cifre, segni di punteggiatura e caratteri speciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Evidentemente se scegliamo delle password così formate, anche per noi stessi diventa praticamente impossibile ricordarcele tutte, per questo motivo sono nati degli appositi programmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== KeePassX: un gestore di password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i diversi gestori di password disponibili parleremo di [https://www.keepassx.org/ KeePassX], un programma '''Open Source''', disponibile per Windows, Mac e Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In origine questo programma è nato come port per Linux di [http://keepass.info/ KeePass Password Safe], un altro software libero, sviluppato inizialmente per Windows. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso del tempo i due progetti, sono diventati entrambi cross-platform, anche se per il loro sviluppo si basano su librerie diverse. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo how-to la preferenza va a KeePassX, che usa le librerie Qt ed è più adatto a girare nativamente sotto Linux, KeePass Password Safe fa uso invece delle librerie .NET e quindi in ambiente Linux richiede di appoggiarsi a Mono, questo lo rende più adatto all'utilizzo in ambiente Windows. &lt;br /&gt;
Nelle funzionalità i due programmi sono molto simili e potete provarli per poi scegliere quello con cui vi trovate meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella pagina di download di KeePass Password Safe, potete trovare un lungo elenco di altri programmi derivati, disponibili per svariati sistemi, come ad esempio [https://play.google.com/store/apps/details?id=com.android.keepass KeePassDroid], che rende disponibili le funzioni di gestione delle password sugli smartphone con sistema operativo Android. Esistono inoltre delle versioni anche per iPhone ed iPad.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Primo avvio di KeePassX ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al primo avvio [https://www.keepassx.org/ KeePassX] ci proporrà di creare un nuovo database, all’interno del quale verranno memorizzate tutte le nostre credenziali. Se vogliamo possiamo creare database diversi, ognuno dei quali verrà memorizzato in un file a se stante. Ad esempio se volessimo tenere separate le password del lavoro da quelle personali potremo creare due distinti file. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per creare un database, non dovremo fare altro che selezionare '''Database → Nuovo Database'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci verrà richiesto di impostare una password di protezione da usare per i futuri accessi al nostro database. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Selezionatela con cura, poiché questa diventerà la vostra password più importante. L’unica che dovrete ricordare da ora in avanti! Fate attenzione, perché se doveste perderla non riuscirete più ad accedere al database contenente tutte le vostre altre password!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta impostata la password potete fare clic sul tasto '''OK''' per accedere all’elenco di tutte le vostre credenziali, che ovviamente sarà ancora vuoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In aggiunta, o in alternativa, alla password di accesso al database è possibile impostare un '''File chiave''', basterà mettere il segno di spunta all’opzione relativa e scegliere un file (di qualunque tipo) dopo aver fatto clic sul pulsante '''Sfoglia'''. Facendo clic sul pulsante '''Crea''', verrà invece generato un file in formato xml, con estensione .key, contenente una password casuale, che potrete usare sempre come '''File chiave'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attenzione: se impostate il segno di spunta sia sulla password, che sul file chiave, questi non potranno essere utilizzati in alternativa ed ogni volta che aprirete il database dovrete inserirli entrambi. Se invece volete usare uno solo dei due metodi dovrete impostare il segno di spunta solo sulla password, o solo sul file chiave, all’apertura del database vi verrà quindi richiesto di inserire solo quello dei due che avete selezionato al momento della creazione del database.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se usate un file come chiave, fate molta attenzione a non modificarlo e fatevi delle copie di sicurezza. Se lo perdete non potrete più accedere al database delle vostre password. Per precauzione potreste impostarlo in modalità sola lettura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con le dovute cautele un file, può essere un’ottima alternativa alla password, pensate ad esempio a quelle bella foto di famiglia che avete fatto in vacanza: chi potrebbero mai ricostruire lo stesso contenuto in bit? Tra tutti i file presenti nel vostro computer chi potrebbe sapere quale file avete scelto al posto della password?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va però ribadita ancora una volta l’importanza di non modificare mai il File chiave, una differenza di un solo bit, comporterebbe l’inaccessibilità all’elenco delle vostre password. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ad esempio avete scelto una foto, che non vi venga in mente di regolare i colori con un programma di fotoritocco, la rendereste un file differente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per salvare il database, non dovrete far altro che selezionare '''Database → Salva''' o '''Database → Salva con nome''', nel primo caso verrà sovrascritto il database corrente, nel secondo potrete salvarne una copia con un altro nome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserimento delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta creato ed essere entrati nel database potremo inserire ed organizzare le nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’inserimento di una password è un’operazione piuttosto semplice, basterà fare clic su '''Voci → Aggiungi nuova voce''', oppure premere la combinazione di tasti '''Ctrl+N'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si aprirà una finestra nella quale inserire i dati relativi alla password che vogliamo memorizzare ed in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un Titolo: che è il nome con cui vogliamo identificare la nostra password, ad esempio: Banca;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- il Nome utente: per l’appunto il nome utente con cui accedere a quel determinato servizio;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la Password: che va ripetuta due volte per essere sicuri di averla inserita correttamente;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- l’URL: l’indirizzo alla pagina web dalla quale si effettua l’accesso a quel determinato account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi dati non sono obbligatori, ma è fortemente consigliato inserirli tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ogni voce memorizzata è inoltre possibile inoltre definire una data di scadenza e memorizzare altre informazioni attraverso la scheda Avanzate, è possibile personalizzare l’icona con cui viene visualizzata e definire altri parametri, ma i dati importanti sono i quelli sopra specificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non avete ancora deciso la password da usare per l’account che state inserendo nel database, potete farvi aiutare a crearla da KeePassX. Facendo clic sul tasto '''Gen.''', che si trova a lato del campo per la ripetizione della password, si aprirà un generatore automatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo vi permetterà di definire la lunghezza della password voluta ed il tipo di caratteri da usare (lettere maiuscole, minuscole, numeri, caratteri speciali). Il tasto con l’icona raffigurante un occhio vi consentirà di visualizzare in chiaro la password generata, che potrete confermare con il tasto '''Accetta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo potrete creare delle password decisamente più efficaci e sicure di quelle comunemente usate dalla maggior parte delle persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta inseriti i dati faremo clic su '''OK''' per memorizzare la voce inserita e tornare all’elenco delle nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel menu '''Voci''', troviamo anche le funzioni per clonare, visualizzare, modificare o eliminare una voce già esistente. Il loro utilizzo è semplice ed autoesplicativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso le funzioni presenti nel menu '''Gruppi''' è possibile inoltre creare, modificare ed eliminare dei raggruppamenti di password, in modo da organizzarle per categorie a seconda delle nostre preferenze. Potremmo ad esempio decidere di creare un gruppo Banche, un gruppo Social Network, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Utilizzo delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta memorizzate tutte le nostre password, potremo accedere al nostro database ogni qualvolta avremo necessità di accedere ad uno dei servizi online ai quali siamo registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro database potremo selezionare una voce e selezionare '''Voci → Copia nome utente''' (scorciatoia da tastiera: '''Ctrl+B''') oppure '''Voci → Copia password''' ('''Crtl+C'''), per copiare rispettivamente il nome utente o la password, da incollare poi nel campo della pagina web di accesso al nostro account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ragioni di sicurezza i dati copiati negli appunti vengono eliminati dopo un determinato numero di secondi, trascorsi i quali dovrete ripetere l’operazione di copia prima di poter incollare i dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più comodo però è usare in sequenza le due funzioni '''Apri URL''' ('''Ctrl+U''') ed '''Esegui Auto-type''' ('''Ctrl+V'''), che si trovano sempre all’interno del menu '''Voci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attivando '''Apri URL''' con '''Ctrl+U''', il programma avvierà automaticamente il nostro browser indirizzandolo all’indirizzo della pagina che abbiamo memorizzato nel campo URL quando abbiamo inserito le nostre credenziali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la pagina si sarà aperta nel browser, dovremo assicurarci di essere posizionati nel campo per l’inserimento del nome utente, quindi potremo tornare alla finestra di KeePassX ed avviare la funzione '''Esegui Auto-type''' con '''Ctrl+V''': il programma digiterà automaticamente nome utente e password all’interno del browser permettendoci di accedere al nostro servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete ben capire, usando le comode funzionalità messe a disposizione da questo tipo di programmi, non dovrete più preoccuparvi di tenere a mente nomi utente e password, ci penserà il vostro gestore di password.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora non avete più scuse per non scegliere password sicure ed affidabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordatevi in ogni caso di fare sempre delle copie di backup del database contenente le vostre password e, se avete usato tale opzione, del file usato come chiave di accesso.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=169</id>
		<title>Gestire le password con KeePassX</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=169"/>
		<updated>2017-06-13T21:57:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Uno dei problemi più comuni, che l’uso dei computer ha portato nella nostra vita di tutti i giorni, è quello di doverci ricordare le password di accesso per tutti portali ed i servizi ai quali siamo iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Effettivamente dovendo gestire: caselle di posta elettronica, social network, conti correnti online, portali di servizi vari, pin degli smartphone e chi più ne ha più ne metta; i codici da ricordare sono un’infinità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password troppo facili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli utenti, per non dimenticarsi le loro credenziali, adottano spesso soluzioni all’insegna della semplicità, che sfocia più o meno consciamente in una bonaria ingenuità, che però rischia di mettere seriamente a repentaglio la sicurezza dei dati e/o se parliamo di conti correnti online, dei sudati risparmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le statistiche ci dicono che le combinazioni più usate sono cose del tipo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “123456” (con varianti di più o meno cifre)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “111111” (o con un’altra cifra o lettera a piacere)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “password” (c’era scritto di inserire password e così ho fatto!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la propria data di nascita (o numero di telefono, indirizzo di casa, nome del cane, gatto, figlio/a, fidanzato/a, marito, moglie, amante, o quel che preferite)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte queste “password” possono proteggerci probabilmente dall’accesso indesiderato di qualche collega o familiare, ma ben poco potrebbero se venissero attaccate online da parte di qualche smaliziato criminale informatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come se non bastasse, spesso vengono utilizzate le medesime credenziali per tutti, o per gran parte degli account di cui siamo in possesso. Se quindi qualcuno dovesse venire in possesso della nostra password, avrebbe i libero accesso a tutti i nostri dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password adeguate ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vogliamo mettere al sicuro la nostra privacy è di fondamentale importanza scegliere delle credenziali di accesso adeguate. L’ideale sarebbe utilizzare password diverse per ogni servizio, che siano il più lunghe e complesse possibile. Nello sceglierle, sarebbe bene utilizzare combinazioni che comprendano contemporaneamente: lettere maiuscole, lettere minuscole, cifre, segni di punteggiatura e caratteri speciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Evidentemente se scegliamo delle password così formate, diventa quasi impossibile ricordarcele, per questo sono nati degli appositi programmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== KeePassX: un gestore di password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i diversi gestori di password disponibili parleremo di [https://www.keepassx.org/ KeePassX], un programma '''Open Source''', disponibile per Windows, Mac e Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In origine questo programma è nato come port per Linux di [http://keepass.info/ KeePass Password Safe], un altro software libero, sviluppato inizialmente per Windows. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso del tempo i due progetti, sono diventati entrambi cross-platform, anche se per il loro sviluppo si basano su librerie diverse. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo how-to la preferenza va a KeePassX, che usando le librerie Qt è più adatto a girare nativamente sotto Linux, senza doversi appoggiare a Mono, come richiesto invece da KeePass Password Safe. Nelle funzionalità i due programmi sono molto simili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella pagina di download di KeePass Password Safe, potete trovare un lungo elenco di altri programmi derivati, disponibili per svariati sistemi, come ad esempio [https://play.google.com/store/apps/details?id=com.android.keepass KeePassDroid], che rende disponibili le stesse funzioni sugli smartphone con sistema operativo Android. Esistono delle versioni anche per iPhone ed iPad.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Primo avvio di KeePassX ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al primo avvio [https://www.keepassx.org/ KeePassX] ci proporrà di creare un nuovo database, all’interno del quale verranno memorizzate tutte le nostre credenziali. Se vogliamo possiamo creare database diversi, ad esempio se volessimo tenere separate le password del lavoro da quelle personali. Per creare un database, non dovremo fare altro che selezionare '''Database → Nuovo Database'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci verrà richiesto di impostare una password di protezione per il nostro database. Selezionatela con cura, poiché questa diventerà la vostra password più importante. L’unica che dovrete ricordare da ora in avanti! Fate attenzione, perché se doveste perderla non riuscirete più ad accedere al database contenente tutte le vostre altre password!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta impostata la password potete fare clic sul tasto '''OK''' per accedere all’elenco delle vostre password, che ovviamente sarà ancora vuoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In aggiunta, o in alternativa, alla password di accesso al database è possibile impostare un File chiave, basterà mettere il segno di spunta all’opzione relativa e scegliere un file (di qualunque tipo) dopo aver fatto clic sul pulsante '''Sfoglia'''. Facendo clic sul pulsante '''Crea''', verrà invece generato un file in formato xml, con estensione .key, contenente una password casuale, che potrete usare come File chiave.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attenzione: se impostate il segno di spunta sia sulla password, che sul file chiave, ogni volta che aprirete il database dovrete inserire entrambi. Se invece impostate il segno di spunta solo sulla password, o solo sul file chiave, all’apertura del database dovrete inserire quello che avete selezionato al momento della creazione del database.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se usate un file come chiave, fate molta attenzione a non modificarlo e fatevi delle copie di sicurezza. Se lo perdete non potrete più accedere al database delle vostre password. Per precauzione potreste impostarlo in modalità sola lettura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con le dovute cautele un file, può essere un’ottima alternativa alla password, pensate ad esempio a quelle bella foto di famiglia che avete fatto in vacanza: chi potrebbero mai ricostruire lo stesso contenuto in bit? Tra tutti i file presenti nel vostro computer chi potrebbe sapere quale file avete scelto al posto della password?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va però ribadita ancora una volta l’importanza di non modificare mai il File chiave, una differenza di un solo bit, comporterebbe l’inaccessibilità all’elenco delle vostre password. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ad esempio avete scelto una foto, che non vi venga in mente di regolare i colori con un programma di fotoritocco, la rendereste un file differente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per salvare il database, non dovrete far altro che selezionare '''Database → Salva''' o '''Database → Salva con nome''', nel primo caso verrà sovrascritto il database corrente, nel secondo potrete salvarne una copia con un altro nome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserimento delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta creato ed essere entrati nel database potremo inserire ed organizzare le nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’inserimento di una password è un’operazione piuttosto semplice, basterà fare clic su '''Voci → Aggiungi nuova voce''', oppure premere la combinazione di tasti '''Ctrl+N'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si aprirà una finestra nella quale inserire i dati relativi alla password che vogliamo memorizzare ed in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un Titolo: che è il nome con cui vogliamo identificare la nostra password, ad esempio: Banca;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- il Nome utente: per l’appunto il nome utente con cui accedere a quel determinato servizio;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la Password: che va ripetuta due volte per essere sicuri di averla inserita correttamente;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- l’URL: l’indirizzo alla pagina web dalla quale si effettua l’accesso a quel determinato account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi dati non sono obbligatori, ma è fortemente consigliato inserirli tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ogni voce memorizzata è inoltre possibile inoltre definire una data di scadenza e memorizzare altre informazioni attraverso la scheda Avanzate, è possibile personalizzare l’icona con cui viene visualizzata e definire altri parametri, ma i dati importanti sono i quelli sopra specificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non avete ancora deciso la password da usare per l’account che state inserendo nel database, potete farvi aiutare a crearla da KeePassX. Facendo clic sul tasto '''Gen.''', che si trova a lato del campo per la ripetizione della password, si aprirà un generatore automatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo vi permetterà di definire la lunghezza della password voluta ed il tipo di caratteri da usare (lettere maiuscole, minuscole, numeri, caratteri speciali). Il tasto con l’icona raffigurante un occhio vi consentirà di visualizzare in chiaro la password generata, che potrete confermare con il tasto '''Accetta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo potrete creare delle password decisamente più efficaci e sicure di quelle comunemente usate dalla maggior parte delle persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta inseriti i dati faremo clic su '''OK''' per memorizzare la voce inserita e tornare all’elenco delle nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel menu '''Voci''', troviamo anche le funzioni per clonare, visualizzare, modificare o eliminare una voce già esistente. Il loro utilizzo è semplice ed autoesplicativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso le funzioni presenti nel menu '''Gruppi''' è possibile inoltre creare, modificare ed eliminare dei raggruppamenti di password, in modo da organizzarle per categorie a seconda delle nostre preferenze. Potremmo ad esempio decidere di creare un gruppo Banche, un gruppo Social Network, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Utilizzo delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta memorizzate tutte le nostre password, potremo accedere al nostro database ogni qualvolta avremo necessità di accedere ad uno dei servizi online ai quali siamo registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro database potremo selezionare una voce e selezionare '''Voci → Copia nome utente''' (scorciatoia da tastiera: '''Ctrl+B''') oppure '''Voci → Copia password''' ('''Crtl+C'''), per copiare rispettivamente il nome utente o la password, da incollare poi nel campo della pagina web di accesso al nostro account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ragioni di sicurezza i dati copiati negli appunti vengono eliminati dopo un determinato numero di secondi, trascorsi i quali dovrete ripetere l’operazione di copia prima di poter incollare i dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più comodo però è usare in sequenza le due funzioni '''Apri URL''' ('''Ctrl+U''') ed '''Esegui Auto-type''' ('''Ctrl+V'''), che si trovano sempre all’interno del menu '''Voci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attivando '''Apri URL''' con '''Ctrl+U''', il programma avvierà automaticamente il nostro browser indirizzandolo all’indirizzo della pagina che abbiamo memorizzato nel campo URL quando abbiamo inserito le nostre credenziali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la pagina si sarà aperta nel browser, dovremo assicurarci di essere posizionati nel campo per l’inserimento del nome utente, quindi potremo tornare alla finestra di KeePassX ed avviare la funzione '''Esegui Auto-type''' con '''Ctrl+V''': il programma digiterà automaticamente nome utente e password all’interno del browser permettendoci di accedere al nostro servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Utilizzo delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete ben capire, usando le comode funzionalità messe a disposizione da questo tipo di programmi, non dovrete più preoccuparvi di tenere a mente nomi utente e password, ci penserà il vostro gestore di password.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora non avete più scuse per non scegliere password sicure ed affidabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordatevi in ogni caso di fare sempre delle copie di backup del database contenente le vostre password e, se avete usato tale opzione, del file usato come chiave di accesso.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=168</id>
		<title>Gestire le password con KeePassX</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=168"/>
		<updated>2017-06-13T21:51:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* KeePassX: un gestore di password */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Uno dei problemi più comuni, che l’uso dei computer ha portato nella nostra vita di tutti i giorni, è quello di doverci ricordare le password di accesso per tutti portali ed i servizi ai quali siamo iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Effettivamente dovendo gestire: caselle di posta elettronica, social network, conti correnti online, portali di servizi vari, pin degli smartphone e chi più ne ha più ne metta; i codici da ricordare sono un’infinità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password troppo facili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli utenti, per non dimenticarsi le loro credenziali, adottano spesso soluzioni all’insegna della semplicità, che sfocia più o meno consciamente in una bonaria ingenuità, che però rischia di mettere seriamente a repentaglio la sicurezza dei dati e/o se parliamo di conti correnti online, dei sudati risparmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le statistiche ci dicono che le combinazioni più usate sono cose del tipo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “123456” (con varianti di più o meno cifre)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “111111” (o con un’altra cifra o lettera a piacere)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “password” (c’era scritto di inserire password e così ho fatto!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la propria data di nascita (o numero di telefono, indirizzo di casa, nome del cane, gatto, figlio/a, fidanzato/a, marito, moglie, amante, o quel che preferite)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte queste “password” possono proteggerci probabilmente dall’accesso indesiderato di qualche collega o familiare, ma ben poco potrebbero se venissero attaccate online da parte di qualche smaliziato criminale informatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come se non bastasse, spesso vengono utilizzate le medesime credenziali per tutti, o per gran parte degli account di cui siamo in possesso. Se quindi qualcuno dovesse venire in possesso della nostra password, avrebbe i libero accesso a tutti i nostri dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password adeguate ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vogliamo mettere al sicuro la nostra privacy è di fondamentale importanza scegliere delle credenziali di accesso adeguate. L’ideale sarebbe utilizzare password diverse per ogni servizio, che siano il più lunghe e complesse possibile. Nello sceglierle, sarebbe bene utilizzare combinazioni che comprendano contemporaneamente: lettere maiuscole, lettere minuscole, cifre, segni di punteggiatura e caratteri speciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Evidentemente se scegliamo delle password così formate, diventa quasi impossibile ricordarcele, per questo sono nati degli appositi programmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== KeePassX: un gestore di password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i diversi gestori di password disponibili parleremo di [https://www.keepassx.org/ KeePassX], un programma '''Open Source''', disponibile per Windows, Mac e Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In origine questo programma è nato come port per Linux di [http://keepass.info/ KeePass Password Safe], un altro software libero, sviluppato inizialmente per Windows. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso del tempo i due progetti, sono diventati entrambi cross-platform, anche se per il loro sviluppo si basano su librerie diverse. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo how-to la preferenza va a KeePassX, che usando le librerie Qt è più adatto a girare nativamente sotto Linux, senza doversi appoggiare a Mono, come richiesto invece da KeePass Password Safe. Nelle funzionalità i due programmi sono molto simili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella pagina di download di KeePass Password Safe, potete trovare un lungo elenco di altri programmi derivati, disponibili per svariati sistemi, come ad esempio [https://play.google.com/store/apps/details?id=com.android.keepass KeePassDroid], che rende disponibili le stesse funzioni sugli smartphone con sistema operativo Android. Esistono delle versioni anche per iPhone ed iPad.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Primo avvio di KeePassX ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al primo avvio [https://www.keepassx.org/ KeePassX] ci proporrà di creare un nuovo database, all’interno del quale verranno memorizzate tutte le nostre credenziali. Se vogliamo possiamo creare database diversi, ad esempio se volessimo tenere separate le password del lavoro da quelle personali. Per creare un database, non dovremo fare altro che selezionare &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Database → Nuovo Database&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci verrà richiesto di impostare una password di protezione per il nostro database. Selezionatela con cura, poiché questa diventerà la vostra password più importante. L’unica che dovrete ricordare da ora in avanti! Fate attenzione, perché se doveste perderla non riuscirete più ad accedere al database contenente tutte le vostre altre password!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta impostata la password potete fare clic sul tasto &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;OK&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; per accedere all’elenco delle vostre password, che ovviamente sarà ancora vuoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In aggiunta, o in alternativa, alla password di accesso al database è possibile impostare un File chiave, basterà mettere il segno di spunta all’opzione relativa e scegliere un file (di qualunque tipo) dopo aver fatto clic sul pulsante &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Sfoglia&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;. Facendo clic sul pulsante &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Crea&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, verrà invece generato un file in formato xml, con estensione .key, contenente una password casuale, che potrete usare come File chiave.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attenzione: se impostate il segno di spunta sia sulla password, che sul file chiave, ogni volta che aprirete il database dovrete inserire entrambi. Se invece impostate il segno di spunta solo sulla password, o solo sul file chiave, all’apertura del database dovrete inserire quello che avete selezionato al momento della creazione del database.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se usate un file come chiave, fate molta attenzione a non modificarlo e fatevi delle copie di sicurezza. Se lo perdete non potrete più accedere al database delle vostre password. Per precauzione potreste impostarlo in modalità sola lettura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con le dovute cautele un file, può essere un’ottima alternativa alla password, pensate ad esempio a quelle bella foto di famiglia che avete fatto in vacanza: chi potrebbero mai ricostruire lo stesso contenuto in bit? Tra tutti i file presenti nel vostro computer chi potrebbe sapere quale file avete scelto al posto della password?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va però ribadita ancora una volta l’importanza di non modificare mai il File chiave, una differenza di un solo bit, comporterebbe l’inaccessibilità all’elenco delle vostre password. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ad esempio avete scelto una foto, che non vi venga in mente di regolare i colori con un programma di fotoritocco, la rendereste un file differente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per salvare il database, non dovrete far altro che selezionare Database → Salva o Database → Salva con nome, nel primo caso verrà sovrascritto il database corrente, nel secondo potrete salvarne una copia con un altro nome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserimento delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta creato ed essere entrati nel database potremo inserire ed organizzare le nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’inserimento di una password è un’operazione piuttosto semplice, basterà fare clic su &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci → Aggiungi nuova voce&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, oppure premere la combinazione di tasti &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Ctrl+N&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si aprirà una finestra nella quale inserire i dati relativi alla password che vogliamo memorizzare ed in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un Titolo: che è il nome con cui vogliamo identificare la nostra password, ad esempio: Banca;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- il Nome utente: per l’appunto il nome utente con cui accedere a quel determinato servizio;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la Password: che va ripetuta due volte per essere sicuri di averla inserita correttamente;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- l’URL: l’indirizzo alla pagina web dalla quale si effettua l’accesso a quel determinato account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi dati non sono obbligatori, ma è fortemente consigliato inserirli tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ogni voce memorizzata è inoltre possibile inoltre definire una data di scadenza e memorizzare altre informazioni attraverso la scheda Avanzate, è possibile personalizzare l’icona con cui viene visualizzata e definire altri parametri, ma i dati importanti sono i quelli sopra specificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non avete ancora deciso la password da usare per l’account che state inserendo nel database, potete farvi aiutare a crearla da KeePassX. Facendo clic sul tasto &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Gen.&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, che si trova a lato del campo per la ripetizione della password, si aprirà un generatore automatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo vi permetterà di definire la lunghezza della password voluta ed il tipo di caratteri da usare (lettere maiuscole, minuscole, numeri, caratteri speciali). Il tasto con l’icona raffigurante un occhio vi consentirà di visualizzare in chiaro la password generata, che potrete confermare con il tasto &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Accetta&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo potrete creare delle password decisamente più efficaci e sicure di quelle comunemente usate dalla maggior parte delle persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta inseriti i dati faremo clic su &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;OK&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; per memorizzare la voce inserita e tornare all’elenco delle nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel menu &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, troviamo anche le funzioni per clonare, visualizzare, modificare o eliminare una voce già esistente. Il loro utilizzo è semplice ed autoesplicativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso le funzioni presenti nel menu &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Gruppi&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; è possibile inoltre creare, modificare ed eliminare dei raggruppamenti di password, in modo da organizzarle per categorie a seconda delle nostre preferenze. Potremmo ad esempio decidere di creare un gruppo Banche, un gruppo Social Network, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Utilizzo delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta memorizzate tutte le nostre password, potremo accedere al nostro database ogni qualvolta avremo necessità di accedere ad uno dei servizi online ai quali siamo registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro database potremo selezionare una voce e selezionare &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci → Copia nome utente&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; (scorciatoia da tastiera: &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Ctrl+B&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;) oppure &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci → Copia password&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; (&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Crtl+C&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;), per copiare rispettivamente il nome utente o la password, da incollare poi nel campo della pagina web di accesso al nostro account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ragioni di sicurezza i dati copiati negli appunti vengono eliminati dopo un determinato numero di secondi, trascorsi i quali dovrete ripetere l’operazione di copia prima di poter incollare i dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più comodo però è usare in sequenza le due funzioni &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Apri URL&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; (&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Ctrl+U&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;) ed &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Esegui Auto-type&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; (&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Ctrl+V&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;), che si trovano sempre all’interno del menu &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attivando &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Apri URL&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, il programma avvierà automaticamente il nostro browser indirizzandolo all’indirizzo della pagina che abbiamo memorizzato nel campo URL quando abbiamo inserito le nostre credenziali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la pagina si sarà aperta nel browser, dovremo assicurarci di essere posizionati nel campo per l’inserimento del nome utente, quindi potremo tornare alla finestra di KeePassX ed avviare la funzione &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Esegui Auto-type&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;: il programma digiterà automaticamente nome utente e password all’interno del browser permettendoci di accedere al nostro servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Utilizzo delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete ben capire, usando le comode funzionalità messe a disposizione da questo tipo di programmi, non dovrete più preoccuparvi di tenere a mente nomi utente e password, ci penserà il vostro gestore di password.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora non avete più scuse per non scegliere password sicure ed affidabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordatevi in ogni caso di fare sempre delle copie di backup del database contenente le vostre password e, se avete usato tale opzione, del file usato come chiave di accesso.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=167</id>
		<title>Gestire le password con KeePassX</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Gestire_le_password_con_KeePassX&amp;diff=167"/>
		<updated>2017-06-13T21:49:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: Creata pagina con &amp;quot;Uno dei problemi più comuni, che l’uso dei computer ha portato nella nostra vita di tutti i giorni, è quello di doverci ricordare le password di accesso per tutti portali...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Uno dei problemi più comuni, che l’uso dei computer ha portato nella nostra vita di tutti i giorni, è quello di doverci ricordare le password di accesso per tutti portali ed i servizi ai quali siamo iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Effettivamente dovendo gestire: caselle di posta elettronica, social network, conti correnti online, portali di servizi vari, pin degli smartphone e chi più ne ha più ne metta; i codici da ricordare sono un’infinità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password troppo facili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli utenti, per non dimenticarsi le loro credenziali, adottano spesso soluzioni all’insegna della semplicità, che sfocia più o meno consciamente in una bonaria ingenuità, che però rischia di mettere seriamente a repentaglio la sicurezza dei dati e/o se parliamo di conti correnti online, dei sudati risparmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le statistiche ci dicono che le combinazioni più usate sono cose del tipo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “123456” (con varianti di più o meno cifre)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “111111” (o con un’altra cifra o lettera a piacere)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- “password” (c’era scritto di inserire password e così ho fatto!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la propria data di nascita (o numero di telefono, indirizzo di casa, nome del cane, gatto, figlio/a, fidanzato/a, marito, moglie, amante, o quel che preferite)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte queste “password” possono proteggerci probabilmente dall’accesso indesiderato di qualche collega o familiare, ma ben poco potrebbero se venissero attaccate online da parte di qualche smaliziato criminale informatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come se non bastasse, spesso vengono utilizzate le medesime credenziali per tutti, o per gran parte degli account di cui siamo in possesso. Se quindi qualcuno dovesse venire in possesso della nostra password, avrebbe i libero accesso a tutti i nostri dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Password adeguate ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vogliamo mettere al sicuro la nostra privacy è di fondamentale importanza scegliere delle credenziali di accesso adeguate. L’ideale sarebbe utilizzare password diverse per ogni servizio, che siano il più lunghe e complesse possibile. Nello sceglierle, sarebbe bene utilizzare combinazioni che comprendano contemporaneamente: lettere maiuscole, lettere minuscole, cifre, segni di punteggiatura e caratteri speciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Evidentemente se scegliamo delle password così formate, diventa quasi impossibile ricordarcele, per questo sono nati degli appositi programmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== KeePassX: un gestore di password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i diversi gestori di password disponibili parleremo di [https://www.keepassx.org/ KeePassX], un programma &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Open Source&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, disponibile per Windows, Mac e Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In origine questo programma è nato come port per Linux di [http://keepass.info/ KeePass Password Safe], un altro software libero, sviluppato inizialmente per Windows. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso del tempo i due progetti, sono diventati entrambi cross-platform, anche se per il loro sviluppo si basano su librerie diverse. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo how-to la preferenza va a KeePassX, che usando le librerie Qt è più adatto a girare nativamente sotto Linux, senza doversi appoggiare a Mono, come richiesto invece da KeePass Password Safe. Nelle funzionalità i due programmi sono molto simili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella pagina di download di KeePass Password Safe, potete trovare un lungo elenco di altri programmi derivati, disponibili per svariati sistemi, come ad esempio [https://play.google.com/store/apps/details?id=com.android.keepass KeePassDroid], che rende disponibili le stesse funzioni sugli smartphone con sistema operativo Android. Esistono delle versioni anche per iPhone ed iPad.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Primo avvio di KeePassX ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al primo avvio [https://www.keepassx.org/ KeePassX] ci proporrà di creare un nuovo database, all’interno del quale verranno memorizzate tutte le nostre credenziali. Se vogliamo possiamo creare database diversi, ad esempio se volessimo tenere separate le password del lavoro da quelle personali. Per creare un database, non dovremo fare altro che selezionare &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Database → Nuovo Database&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci verrà richiesto di impostare una password di protezione per il nostro database. Selezionatela con cura, poiché questa diventerà la vostra password più importante. L’unica che dovrete ricordare da ora in avanti! Fate attenzione, perché se doveste perderla non riuscirete più ad accedere al database contenente tutte le vostre altre password!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta impostata la password potete fare clic sul tasto &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;OK&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; per accedere all’elenco delle vostre password, che ovviamente sarà ancora vuoto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In aggiunta, o in alternativa, alla password di accesso al database è possibile impostare un File chiave, basterà mettere il segno di spunta all’opzione relativa e scegliere un file (di qualunque tipo) dopo aver fatto clic sul pulsante &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Sfoglia&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;. Facendo clic sul pulsante &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Crea&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, verrà invece generato un file in formato xml, con estensione .key, contenente una password casuale, che potrete usare come File chiave.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attenzione: se impostate il segno di spunta sia sulla password, che sul file chiave, ogni volta che aprirete il database dovrete inserire entrambi. Se invece impostate il segno di spunta solo sulla password, o solo sul file chiave, all’apertura del database dovrete inserire quello che avete selezionato al momento della creazione del database.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se usate un file come chiave, fate molta attenzione a non modificarlo e fatevi delle copie di sicurezza. Se lo perdete non potrete più accedere al database delle vostre password. Per precauzione potreste impostarlo in modalità sola lettura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con le dovute cautele un file, può essere un’ottima alternativa alla password, pensate ad esempio a quelle bella foto di famiglia che avete fatto in vacanza: chi potrebbero mai ricostruire lo stesso contenuto in bit? Tra tutti i file presenti nel vostro computer chi potrebbe sapere quale file avete scelto al posto della password?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va però ribadita ancora una volta l’importanza di non modificare mai il File chiave, una differenza di un solo bit, comporterebbe l’inaccessibilità all’elenco delle vostre password. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ad esempio avete scelto una foto, che non vi venga in mente di regolare i colori con un programma di fotoritocco, la rendereste un file differente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per salvare il database, non dovrete far altro che selezionare Database → Salva o Database → Salva con nome, nel primo caso verrà sovrascritto il database corrente, nel secondo potrete salvarne una copia con un altro nome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserimento delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta creato ed essere entrati nel database potremo inserire ed organizzare le nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’inserimento di una password è un’operazione piuttosto semplice, basterà fare clic su &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci → Aggiungi nuova voce&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, oppure premere la combinazione di tasti &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Ctrl+N&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si aprirà una finestra nella quale inserire i dati relativi alla password che vogliamo memorizzare ed in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un Titolo: che è il nome con cui vogliamo identificare la nostra password, ad esempio: Banca;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- il Nome utente: per l’appunto il nome utente con cui accedere a quel determinato servizio;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la Password: che va ripetuta due volte per essere sicuri di averla inserita correttamente;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- l’URL: l’indirizzo alla pagina web dalla quale si effettua l’accesso a quel determinato account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi dati non sono obbligatori, ma è fortemente consigliato inserirli tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ogni voce memorizzata è inoltre possibile inoltre definire una data di scadenza e memorizzare altre informazioni attraverso la scheda Avanzate, è possibile personalizzare l’icona con cui viene visualizzata e definire altri parametri, ma i dati importanti sono i quelli sopra specificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non avete ancora deciso la password da usare per l’account che state inserendo nel database, potete farvi aiutare a crearla da KeePassX. Facendo clic sul tasto &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Gen.&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, che si trova a lato del campo per la ripetizione della password, si aprirà un generatore automatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo vi permetterà di definire la lunghezza della password voluta ed il tipo di caratteri da usare (lettere maiuscole, minuscole, numeri, caratteri speciali). Il tasto con l’icona raffigurante un occhio vi consentirà di visualizzare in chiaro la password generata, che potrete confermare con il tasto &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Accetta&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo potrete creare delle password decisamente più efficaci e sicure di quelle comunemente usate dalla maggior parte delle persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta inseriti i dati faremo clic su &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;OK&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; per memorizzare la voce inserita e tornare all’elenco delle nostre credenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel menu &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, troviamo anche le funzioni per clonare, visualizzare, modificare o eliminare una voce già esistente. Il loro utilizzo è semplice ed autoesplicativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso le funzioni presenti nel menu &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Gruppi&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; è possibile inoltre creare, modificare ed eliminare dei raggruppamenti di password, in modo da organizzarle per categorie a seconda delle nostre preferenze. Potremmo ad esempio decidere di creare un gruppo Banche, un gruppo Social Network, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Utilizzo delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta memorizzate tutte le nostre password, potremo accedere al nostro database ogni qualvolta avremo necessità di accedere ad uno dei servizi online ai quali siamo registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro database potremo selezionare una voce e selezionare &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci → Copia nome utente&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; (scorciatoia da tastiera: &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Ctrl+B&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;) oppure &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci → Copia password&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; (&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Crtl+C&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;), per copiare rispettivamente il nome utente o la password, da incollare poi nel campo della pagina web di accesso al nostro account.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ragioni di sicurezza i dati copiati negli appunti vengono eliminati dopo un determinato numero di secondi, trascorsi i quali dovrete ripetere l’operazione di copia prima di poter incollare i dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più comodo però è usare in sequenza le due funzioni &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Apri URL&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; (&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Ctrl+U&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;) ed &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Esegui Auto-type&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot; (&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Ctrl+V&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;), che si trovano sempre all’interno del menu &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Voci&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attivando &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Apri URL&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;, il programma avvierà automaticamente il nostro browser indirizzandolo all’indirizzo della pagina che abbiamo memorizzato nel campo URL quando abbiamo inserito le nostre credenziali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la pagina si sarà aperta nel browser, dovremo assicurarci di essere posizionati nel campo per l’inserimento del nome utente, quindi potremo tornare alla finestra di KeePassX ed avviare la funzione &amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;Esegui Auto-type&amp;quot;&amp;quot;&amp;quot;: il programma digiterà automaticamente nome utente e password all’interno del browser permettendoci di accedere al nostro servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Utilizzo delle Password ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete ben capire, usando le comode funzionalità messe a disposizione da questo tipo di programmi, non dovrete più preoccuparvi di tenere a mente nomi utente e password, ci penserà il vostro gestore di password.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora non avete più scuse per non scegliere password sicure ed affidabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordatevi in ogni caso di fare sempre delle copie di backup del database contenente le vostre password e, se avete usato tale opzione, del file usato come chiave di accesso.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=166</id>
		<title>Pagina principale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=166"/>
		<updated>2017-06-13T21:40:22Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* HowTo in corso di realizzazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Risorse  ==&lt;br /&gt;
* [Ebook]&lt;br /&gt;
* [Materiali didattici]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== eBook in corso di realizzazione ==&lt;br /&gt;
* [[EBook software libero| La risposta naturale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== HowTo in corso di realizzazione ==&lt;br /&gt;
* [[Esportare file in formato PDF/A]]&lt;br /&gt;
* [[Usare i nomi in Calc]]&lt;br /&gt;
* [[Facciamo i conti con Writer]]&lt;br /&gt;
* [[Gestire le password con KeePassX]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== LibreDifesa ==&lt;br /&gt;
* [http://www.libreitalia.it/wiki/libredifesa VideoCorso]&lt;br /&gt;
* [https://github.com/libreitalia/VideocorsoLibreDifesa Sorgente VideoCorso]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=165</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=165"/>
		<updated>2017-05-18T12:33:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono dello stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 dovrebbe rispettare lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con LibreOffice ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''', aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con la fotocopiatrice ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con PDF Creator ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con il Visualizzatore di documenti eVince ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (eVince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esiste poi il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il loro programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=123</id>
		<title>Facciamo i conti con Writer</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=123"/>
		<updated>2017-04-03T20:05:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;In LibreOffice, se dobbiamo fare dei calcoli, il programma più adatto è Calc; eppure, specie in ambito lavorativo, ci sono situazioni in cui scriviamo dei testi nei quali vanno inseriti dei conteggi, di solito non particolarmente complessi, che vorremmo poter effettuare rapidamente, per poi proseguire con la redazione del nostro documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Capita alle volte di vedere persone che tengono aperto Calc per fare i conti e poi copiarli in Writer, oppure la Calcolatrice a portata di mano (se fisica) o di mouse (se software).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questi casi può essere utile sfruttare le funzioni di calcolo di cui Writer è dotato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Writer fa i calcoli a mente ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Supponiamo di scrivere un testo in cui si spiega che l’area del triangolo si calcola dividendo a metà il risultato della moltiplicazione della base per l’altezza. Una volta enunciata la formula, vogliamo inserire un esempio numerico e nel corpo del testo scriviamo la seguente formula 324*215/2=…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto, se non conosciamo le funzioni di calcolo disponibili in Writer, prima di continuare a scrivere dobbiamo fermarci un attimo per effettuare in qualche modo il nostro calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sfruttando le potenzialità di Writer, ci sarà sufficiente selezionare la formula e poi la voce '''Calcola''' dal menu '''Strumenti''', oppure premere contemporaneamente i tasti '''Ctrl''' e '''+'''. Il risultato verrà conteggiato in memoria, quindi, per visualizzarlo nel documento, dovremo posizionarci nel punto in cui vogliamo inserirlo ed incollarlo selezionando '''Modifica → Incolla''', o premendo assieme i tasti '''Ctrl''' e '''V'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato della nostra formula è: 34830. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, perché questo metodo funzioni, la formula selezionata deve essere valida e contenere esclusivamente numeri ed operatori matematici, altrimenti otterremo un messaggio di errore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato ottenuto viene convertito in testo, per cui se si modifica la formula, non verrà aggiornato in automatico e dovremo ripetere la procedura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserire una formula ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro modo per effettuare dei conteggi in Writer è quello di posizionare nel documento un campo '''Inserisci formula''', attraverso il quale è possibile effettuare calcoli un po’ più complessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo più semplice e veloce per attivare un campo '''Inserisci formula''' è premere il tasto '''F2'''. Questo farà apparire la barra della '''Formula''', che ricorda un po’ quella presente in Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così come in Calc, le formule iniziano con il segno '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che il programma inserisce automaticamente, dovremo quindi digitare la nostra formula e premere '''Invio''', oppure fare clic sull’icona con una freccia blu piegata verso sinistra, presente nella barra subito prima del campo di inserimento della formula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se inseriamo la stessa formula vista in precedenza 324*215/2, ovviamente il risultato numerico sarà sempre lo stesso 34830, quello che cambia è la modalità con cui viene inserito nel documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso del campo '''Inserisci formula''', il risultato non viene convertito in testo, ma rimane all’interno del campo, che visivamente è evidenziato in grigio chiaro. Nel momento in cui volessimo modificare la formula, ci basterà fare un doppio clic sul campo e si aprirà una finestra, all’interno della quale, nel campo '''Formula''', potremo apportare i cambiamenti desiderati e quindi premere '''Invio''', oppure fare clic su '''OK'''. In questo caso il risultato verrà immediatamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno della stessa finestra, sulla destra, nella colonna '''Formato''', troviamo un elenco dal quale possiamo selezionare una formattazione da applicare al nostro risultato (ad esempio con il separatore delle migliaia). L'impostazione di questi formati funziona in modo analogo a quanto avviene in Calc e selezionando la voce '''Formati aggiuntivi''' possiamo crearne di personalizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule più complesse ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i campi '''Inserisci formula''' possiamo effettuare calcoli un po’ più complessi rispetto quelli visti finora. Se premiamo il tasto '''F2''', vedremo che, prima della casella di inserimento della formula, si trova un’icona raffigurante il simbolo &amp;quot;fx&amp;quot; con delle stelline. Facendo clic su quest’icona è possibile scegliere tra una serie di funzioni. Non sono numerose come quelle che si trovano in Calc, ma consentono in ogni caso di effettuare diversi tipi di calcoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per usarle è necessario sperimentare un po’, in quanto la loro sintassi differisce da quella a cui siamo abituati a vedere in Calc. Inoltre i nomi delle varie funzioni vengono inseriti in inglese (o con abbreviazioni inglesi), senza localizzazione in italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo documento ci limitiamo a segnalare la loro esistenza, senza addentrarci nei dettagli del loro utilizzo, che in ogni caso è abbastanza intuitivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule e variabili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno dei campi '''Inserisci formula''', possiamo anche fare riferimento a delle variabili, che prima di essere usate vanno create. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Selezioniamo dal menu le voci '''Inserisci → Comando di campo → Altri campi''', quindi nella finestra che compare ci posizioniamo sulla scheda '''Variabili''', all’interno della quale selezioneremo la voce '''Imposta variabile'''. Nelle caselle '''Nome''' e '''Valore''' inseriremo rispettivamente un nome che identifichi la variabile ed il valore corrispondente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio, riprendendo la formula per il calcolo dell’area del triangolo, già usata in precedenza, nel nostro testo inseriremo una variabile di nome “base” con valore 324, il segno &amp;quot;/&amp;quot;, poi una variabile di nome “altezza” con valore 215 ed infine il segno &amp;quot;=&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per inserire quindi il risultato, premeremo '''F2,''' ed inseriremo la formula scrivendola come =base*altezza/2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I campi contenenti le variabili, così come il campo contenente la formula vengono evidenziati in grigio chiaro e facendo un doppio clic su di essi è possibile modificarne il contenuto. Appena confermata la modifica del valore di una variabile, il risultato della formula che la richiama verrà istantaneamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ da notare che, dalla stessa finestra con cui si inseriscono le variabili, è possibile inserire anche i campi '''Inserisci formula'''.  Per questi risulta però più semplice l’uso del tasto '''F2''', che consente anche l'inserimento guidato delle funzioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Calcoli nelle Tabelle ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come noto in Writer è possibile inserire delle tabelle, che sono meno evolute e non dispongono delle stesse funzioni di calcolo di quelle di Calc. Tuttavia nelle tabelle di Writer possiamo usare le stesse funzioni dei campi del tipo '''Inserisci formula''', con il vantaggio che per richiamare all’interno delle formule i valori contenuti in un’altra cella non dovremo necessariamente creare delle variabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ci troviamo all’interno di una tabella, inserendo una formula con '''F2''', possiamo richiamare il contenuto di una cella semplicemente indicandone le coordinate, comprese tra i segni di minore e maggiore '''&amp;lt;&amp;gt;'''. Ad esempio &amp;lt;A1&amp;gt; richiama la prima cella della tabella, &amp;lt;B3&amp;gt; la cella che si trova alla terza riga della seconda colonna e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tornando alla formula usata negli esempi precedenti, se inseriamo nella cella A1 il valore della “base” (324) ed in A2 il valore dell’“altezza” (215), in A3 potremo inserire (premendo F2) la formula dell’“area” del triangolo (&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;A1&amp;gt;*&amp;lt;A2&amp;gt;/2&amp;lt;/nowiki&amp;gt;) ed otterremo sempre il solito risultato 34830.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pur non avendo impostato variabili, se modificassimo il valore di una delle celle richiamate nella formula, il risultato di quest’ultima verrà immediatamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se all’interno di un documento di Writer avessimo più tabelle, potremmo fare riferimento alle celle di una tabella, pur essendo posizionati in un altra. Per farlo basterà aggiungere il nome della tabella a cui vogliamo puntare, racchiuso tra i segni di minore e maggiore '''&amp;lt;&amp;gt;''', seguito da un punto, prima del riferimento della cella. Ad esempio, se in una formula contenuta nella Tabella2 volessimo richiamare il valore della cella A1 della Tabella1, dovremmo scrivere =&amp;lt;Tabella1&amp;gt;.&amp;lt;A1&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, perché le formule contenute all’interno delle tabelle funzionino correttamente, è necessario che i valori presenti nelle celle richiamate siano di tipo numerico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tabelle di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un ultimo metodo di eseguire dei conteggi in Writer, è quello di inserire all’interno di un documento una tabella di Calc. Per farlo selezioneremo dal menu '''Inserisci → Oggetto → Oggetto OLE'''&amp;lt;nowiki&amp;gt; e, dalla finestra che compare, il tipo di oggetto '''Foglio elettronico''', che potrà essere una tabella creata ex novo, oppure un file .ods già esistente.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo avremo a disposizione, all'interno del documento di Writer, un foglio di lavoro di Calc e quindi potremo usare tutte le funzioni che quest'ultimo mette a disposizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Nota ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come abbiamo avuto modo di esaminare, le funzioni di calcolo di Writer possono essere molto comode in numerose situazioni. Quando queste vengono utilizzate è importante che il documento venga salvato in formato .odt, in quanto l’esportazione in altri formati e la successiva lettura dei file con software diversi può portare a dei problemi di incompatibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un motivo in più per usare sempre il formato standard .odt.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=122</id>
		<title>Facciamo i conti con Writer</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=122"/>
		<updated>2017-04-02T22:45:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Se dovete fare dei calcoli il programma più adatto è Calc; eppure, specie in ambito lavorativo, ci sono situazioni in cui si scrivono dei testi che contengono dei conteggi, di solito non particolarmente complessi, che vorremmo poter effettuare rapidamente, per poi proseguire con la redazione del nostro documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Capita alle volte di vedere persone che tengono aperto Calc per fare i conti e poi copiarli in Writer, oppure la Calcolatrice a portata di mano (se fisica) o di mouse (se software).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questi casi può essere utile sfruttare le funzioni di calcolo di cui Writer è dotato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Writer fa i calcoli a mente ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Supponiamo di scrivere un testo in cui si spiega che l’area del triangolo si calcola dividendo a metà il risultato della moltiplicazione della base per l’altezza. Una volta enunciata la formula, vogliamo inserire un esempio numerico e nel corpo del testo scriviamo la seguente formula 324*215/2=…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto, se non conosciamo le funzioni di calcolo disponibili in Writer, prima di continuare dobbiamo fermarci un attimo per effettuare in qualche modo il nostro calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per sfruttare le potenzialità di Writer sarà sufficiente selezionare la nostra formula e poi la voce '''Calcola''' dal menu '''Strumenti''', oppure premere contemporaneamente i tasti '''Ctrl''' e '''+'''. Il risultato verrà conteggiato in memoria, quindi, per visualizzarlo nel documento, dovremo posizionarci nel punto in cui vogliamo inserirlo ed incollarlo selezionando '''Modifica → Incolla''', o premendo assieme i tasti '''Ctrl '''e''' V'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato della nostra formula è: 34830. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, perché questo metodo funzioni, la formula selezionata deve essere valida e contenere esclusivamente numeri ed operatori matematici, altrimenti otterremo un messaggio di errore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato ottenuto viene convertito in testo, per cui se si modifica la formula, non verrà aggiornato in automatico e dovremo ripetere la procedura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserire una formula ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro modo per effettuare dei conteggi in Writer è quello di posizionare nel documento un campo '''Inserisci formula''', attraverso il quale è possibile effettuare dei calcoli un po’ più complessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo più semplice e veloce per attivare un campo '''Inserisci formula '''è quello di premere il tasto '''F2'''. Questo farà apparire la barra della '''Formula''', che ricorda un po’ quella presente in Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così come in Calc, le formule iniziano con il segno '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che il programma inserisce automaticamente, dovremo quindi inserire la nostra formula e premere '''Invio''', oppure fare clic sull’icona con una freccia blu piegata verso sinistra, presente nella barra subito prima del campo per l’inserimento della formula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se inseriamo la stessa formula vista in precedenza 324*215/2, ovviamente il risultato numerico sarà sempre lo stesso 34830, quello che cambia è la modalità con cui viene inserito nel documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso del campo '''Inserisci formula''', il risultato non viene convertito in testo, ma rimane all’interno del campo, che visivamente è evidenziato in grigio chiaro. Nel momento in cui volessimo modificare la formula, ci basterà fare un doppio clic sul campo e si aprirà una finestra, all’interno della quale, nel campo '''Formula''', potremo apportare i cambiamenti desiderati e quindi premere '''Invio''', oppure fare clic su '''OK'''. In questo caso il risultato verrà immediatamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno della stessa finestra, sulla destra, nella colonna '''Formato''', troviamo un elenco dal quale possiamo selezionare una formattazione da applicare al nostro risultato (ad esempio una con il separatore delle migliaia). Impostare questi formati funziona in modo analogo a quanto avviene in Calc e selezionando la voce '''Formati aggiuntivi''' è possibile crearne di personalizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule più complesse ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i campi '''Inserisci formula''' possiamo effettuare calcoli un po’ più complessi rispetto quelli visti finora. Se proviamo ad inserire una nuova formula usando il tasto '''F2''', vedremo che, prima della casella di inserimento della formula, si trova un’icona raffigurante il simbolo &amp;quot;fx&amp;quot; con delle stelline. Facendo clic su quest’icona è possibile scegliere tra una serie di funzioni. Non sono numerose come quelle che si trovano in Calc, ma consentono in ogni caso di effettuare diversi tipi di calcoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per usarle è necessario sperimentare un po’, in quanto la loro sintassi è diversa da quella a cui siamo abituati a vedere in Calc ed inoltre i nomi delle varie funzioni vengono inseriti in inglese (o con abbreviazioni dall’inglese), senza localizzazione in italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo documento ci limitiamo a segnalare la loro esistenza senza addentrarci nei dettagli del loro utilizzo, che in ogni caso è abbastanza intuitivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule e variabili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno dei campi '''Inserisci formula''', possiamo anche fare riferimento a delle variabili. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa dovremo crearle. Selezioniamo dal menu le voci '''Inserisci → Comando di campo → Altri campi''', quindi nella finestra che compare ci posizioneremo nella scheda Variabili, all’interno della quale selezioneremo la voce '''Imposta variabile'''. Nelle caselle '''Nome''' e '''Valore''' inseriremo rispettivamente un nome che identifichi la variabile ed il valore corrispondente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio riprendendo la formula per il calcolo dell’area del triangolo, già usata in precedenza, nel nostro testo inseriremo una variabile di nome “base” con valore 324, il segno &amp;quot;/&amp;quot;, poi una variabile di nome “altezza” con valore 215 ed infine il segno &amp;quot;=&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per inserire quindi il risultato, premeremo '''F2,''' ed inseriremo la formula scrivendola come =base*altezza/2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I campi contenenti le variabili, così come il campo contenente la formula vengono evidenziati in grigio chiaro e facendo un doppio clic su di essi è possibile modificarne il loro contenuto. Appena confermata la modifica del valore di una variabile, il risultato della formula che la richiama verrà istantaneamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ da notare che, usando la finestra per l’inserimento delle variabili, è possibile inserire anche i campi '''Inserisci formula''', per i quali risulta però più semplice l’uso del tasto '''F2''' usato finora negli esempi proposti, che come visto sopra consente anche l'inserimento guidato delle funzioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Calcoli nelle Tabelle ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come noto in Writer è possibile inserire delle tabelle, che sono meno evolute e non dispongono delle stesse funzioni di calcolo di quelle di Calc. Tuttavia nelle tabelle di Writer possiamo usare le stesse funzioni dei campi del tipo '''Inserisci formula''' visti sopra, con il vantaggio che non dovremo creare delle variabili per richiamare all’interno delle formule i valori contenuti in un’altra cella.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infatti quando ci troviamo all’interno di una tabella, inserendo una formula con '''F2''', possiamo richiamare il contenuto di una cella indicandone le coordinate, comprese tra i segni di minore e maggiore '''&amp;lt;&amp;gt;'''. Ad esempio &amp;lt;A1&amp;gt; richiama la prima cella della tabella, &amp;lt;B3&amp;gt; la cella che si trova alla terza riga della seconda colonna e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tornando alla formula usata negli esempi precedenti, se inseriamo nella cella A1 il valore della “base” (324) ed in A2 il valore dell’“altezza” (215), in A3 potremo inserire (premendo F2) la formula dell’“area” del triangolo (&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;A1&amp;gt;*&amp;lt;A2&amp;gt;/2&amp;lt;/nowiki&amp;gt;) ed otterremo sempre il solito risultato 34830.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pur non avendo impostato variabili, se modifichiamo il valore di una delle celle richiamate nella formula, il risultato di quest’ultima verrà immediatamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se all’interno di un documento di Writer avessimo più tabelle, è possibile fare riferimento alle celle di una tabella, pur essendo posizionati in un altra. Per farlo basterà aggiungere il nome della tabella a cui vogliamo puntare, racchiuso tra i segni di minore e maggiore '''&amp;lt;&amp;gt;''', seguito da un punto, prima del riferimento della cella. Ad esempio, se in una formula contenuta nella Tabella2 volessimo richiamare il valore della cella A1 della Tabella1, dovremmo scrivere =&amp;lt;Tabella1&amp;gt;.&amp;lt;A1&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, perché le formule contenute all’interno delle tabelle funzionino correttamente, è necessario che i valori presenti nelle celle richiamate siano di tipo numerico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tabelle di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, un altro modo di eseguire dei conteggi in Writer, è quello di inserire all’interno di un documento una tabella di Calc. Per farlo selezioneremo dal menu '''Inserisci → Oggetto → Oggetto OLE'''&amp;lt;nowiki&amp;gt; e, dalla finestra che compare, sceglieremo il tipo di oggetto “Foglio elettronico”, che potrà essere una tabella creata ex novo, oppure un file già esistente.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo avremo a disposizione un foglio di lavoro di Calc e quindi potremo usare tutte le funzioni che questo mette a disposizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Nota ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come abbiamo avuto modo di esaminare le funzioni di calcolo di Writer possono essere molto comode in numerose situazioni. Quando queste vengono utilizzate è importante che il documento venga salvato in formato .odt, in quanto l’esportazione in altri formati e la successiva lettura dei file con altri software può portare a dei problemi di incompatibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un motivo in più per usare sempre il formato standard .odt.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=121</id>
		<title>Facciamo i conti con Writer</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=121"/>
		<updated>2017-03-29T21:47:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(pagina in bozza)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se dovete fare dei calcoli il programma più adatto è Calc; eppure, specie in ambito lavorativo, ci sono situazioni in cui si scrivono dei testi che contengono dei conteggi, di solito non particolarmente complessi, che vorremmo poter effettuare rapidamente, per poi proseguire con la redazione del nostro documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Capita alle volte di vedere persone che tengono aperto Calc per fare i conti e poi copiarli in Writer, oppure la Calcolatrice a portata di mano (se fisica) o di mouse (se software).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questi casi può essere utile sfruttare le funzioni di calcolo di cui Writer è dotato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Writer fa i calcoli a mente ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Supponiamo di scrivere un testo in cui si spiega che l’area del triangolo si calcola dividendo a metà il risultato della moltiplicazione della base per l’altezza. Una volta enunciata la formula, vogliamo inserire un esempio numerico e nel corpo del testo scriviamo la seguente formula 324*215/2=…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto, se non conosciamo le funzioni di calcolo disponibili in Writer, prima di continuare dobbiamo fermarci un attimo per effettuare in qualche modo il nostro calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per sfruttare le potenzialità di Writer sarà sufficiente selezionare la nostra formula e poi la voce '''Calcola''' dal menu '''Strumenti''', oppure premere contemporaneamente i tasti '''Ctrl''' e '''+'''. Il risultato verrà conteggiato in memoria, quindi, per visualizzarlo nel documento, dovremo posizionarci nel punto in cui vogliamo inserirlo ed incollarlo selezionando '''Modifica → Incolla''', o premendo assieme i tasti '''Ctrl '''e''' V'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato della nostra formula è: 34830. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, perché questo metodo funzioni, la formula selezionata deve essere valida e contenere esclusivamente numeri ed operatori matematici, altrimenti otterremo un messaggio di errore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato ottenuto viene convertito in testo, per cui se si modifica la formula, non verrà aggiornato in automatico e dovremo ripetere la procedura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserire una formula ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro modo per effettuare dei conteggi in Writer è quello di posizionare nel documento un campo '''Inserisci formula''', attraverso il quale è possibile effettuare dei calcoli un po’ più complessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo più semplice e veloce per attivare un campo '''Inserisci formula '''è quello di premere il tasto '''F2'''. Questo farà apparire la barra della '''Formula''', che ricorda un po’ quella presente in Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così come in Calc, le formule iniziano con il segno '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che il programma inserisce automaticamente, dovremo quindi inserire la nostra formula e premere '''Invio''', oppure fare clic sull’icona con una freccia blu piegata verso sinistra, presente nella barra subito prima del campo per l’inserimento della formula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se inseriamo la stessa formula vista in precedenza 324*215/2, ovviamente il risultato numerico sarà sempre lo stesso 34830, quello che cambia è la modalità con cui viene inserito nel documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso del campo '''Inserisci formula''', il risultato non viene convertito in testo, ma rimane all’interno del campo, che visivamente è evidenziato in grigio chiaro. Nel momento in cui volessimo modificare la formula, ci basterà fare un doppio clic sul campo e si aprirà una finestra, all’interno della quale, nel campo '''Formula''', potremo apportare i cambiamenti desiderati e quindi premere '''Invio''', oppure fare clic su '''OK'''. In questo caso il risultato verrà immediatamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno della stessa finestra, sulla destra, nella colonna '''Formato''', troviamo un elenco dal quale possiamo selezionare una formattazione da applicare al nostro risultato (ad esempio una con il separatore delle migliaia). Impostare questi formati funziona in modo analogo a quanto avviene in Calc e selezionando la voce '''Formati aggiuntivi''' è possibile crearne di personalizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule più complesse ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i campi '''Inserisci formula''' possiamo effettuare calcoli un po’ più complessi rispetto quelli visti finora. Se proviamo ad inserire una nuova formula usando il tasto '''F2''', vedremo che, prima della casella di inserimento della formula, si trova un’icona raffigurante il simbolo &amp;quot;fx&amp;quot; con delle stelline. Facendo clic su quest’icona è possibile scegliere tra una serie di funzioni. Non sono numerose come quelle che si trovano in Calc, ma consentono in ogni caso di effettuare diversi tipi di calcoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per usarle è necessario sperimentare un po’, in quanto la loro sintassi è diversa da quella a cui siamo abituati a vedere in Calc ed inoltre i nomi delle varie funzioni vengono inseriti in inglese (o con abbreviazioni dall’inglese), senza localizzazione in italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo documento ci limitiamo a segnalare la loro esistenza senza addentrarci nei dettagli del loro utilizzo, che in ogni caso è abbastanza intuitivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule e variabili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno dei campi '''Inserisci formula''', possiamo anche fare riferimento a delle variabili. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa dovremo crearle. Selezioniamo dal menu le voci '''Inserisci → Comando di campo → Altri campi''', quindi nella finestra che compare ci posizioneremo nella scheda Variabili, all’interno della quale selezioneremo la voce '''Imposta variabile'''. Nelle caselle '''Nome''' e '''Valore''' inseriremo rispettivamente un nome che identifichi la variabile ed il valore corrispondente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio riprendendo la formula per il calcolo dell’area del triangolo, già usata in precedenza, nel nostro testo inseriremo una variabile di nome “base” con valore 324, il segno &amp;quot;/&amp;quot;, poi una variabile di nome “altezza” con valore 215 ed infine il segno &amp;quot;=&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per inserire quindi il risultato, premeremo '''F2,''' ed inseriremo la formula scrivendola come =base*altezza/2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I campi contenenti le variabili, così come il campo contenente la formula vengono evidenziati in grigio chiaro e facendo un doppio clic su di essi è possibile modificarne il loro contenuto. Appena confermata la modifica del valore di una variabile, il risultato della formula che la richiama verrà istantaneamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ da notare che, usando la finestra per l’inserimento delle variabili, è possibile inserire anche i campi '''Inserisci formula''', per i quali risulta però più semplice l’uso del tasto '''F2''' usato finora negli esempi proposti, che come visto sopra consente anche l'inserimento guidato delle funzioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Calcoli nelle Tabelle ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=120</id>
		<title>Facciamo i conti con Writer</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=120"/>
		<updated>2017-03-29T21:33:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* (pagina in bozza) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(pagina in bozza)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se dovete fare dei calcoli il programma più adatto è Calc; eppure, specie in ambito lavorativo, ci sono situazioni in cui si scrivono dei testi che contengono dei conteggi, di solito non particolarmente complessi, che vorremmo poter effettuare rapidamente, per poter proseguire con la redazione del nostro documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Capita alle volte di vedere persone che tengono aperto Calc per fare i conti e poi copiarli in Writer, oppure con la Calcolatrice a portata di mano (se fisica) o di mouse (se software).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questi casi può essere utile sfruttare le funzioni di calcolo di cui Writer è dotato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Writer fa i calcoli a mente ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Supponiamo di scrivere un testo in cui si spiega che l’area del triangolo si calcola dividendo a metà il risultato della moltiplicazione della base per l’altezza. Una volta enunciata la formula, vogliamo scrivere un esempio numerico e nel testo scriviamo la seguente formula 324*215/2=…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto, se non conosciamo le funzioni di calcolo disponibili in Writer, prima di continuare dobbiamo fermarci un attimo per effettuare in qualche modo il nostro calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per sfruttare le potenzialità di Writer sarà sufficiente selezionare la nostra formula e poi dal menu '''Strumenti → Calcola''', oppure premere contemporaneamente i tasti '''Ctrl''' e '''+'''. Il risultato verrà conteggiato in memoria, quindi, per visualizzarlo nel documento, dovremo posizionarci nel punto in cui vogliamo inserirlo ed incollarlo selezionando '''Modifica → Incolla''', o premendo assieme i tasti '''Ctrl '''e''' V'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato della nostra formula è: 34830. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, perché questo metodo funzioni, la formula selezionata deve essere valida e contenere esclusivamente numeri ed operatori matematici, altrimenti otterremo un messaggio di errore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato ottenuto viene convertito in testo, per cui se si modifica la formula, non verrà aggiornato in automatico e dovremo ripetere la procedura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserire una formula ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro modo per effettuare dei conteggi in Writer è quello di posizionare un campo '''Inserisci formula''', attraverso il quale è possibile effettuare dei calcoli un po’ più complessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo più semplice e veloce per attivare un campo '''Inserisci formula '''è quello di premere il tasto '''F2'''. Questo farà apparire la barra della '''Formula''', che ricorda un po’ quella presente in Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così come in Calc, le formule iniziano con il segno '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che il programma inserisce automaticamente, dovremo quindi inserire la nostra formula e premere '''Invio''', oppure fare clic sull’icona con una freccia blu piegata verso sinistra, presente nella barra subito prima del campo per l’inserimento della formula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se inseriamo la stessa formula vista in precedenza 324*215/2, ovviamente il risultato numerico sarà sempre lo stesso 34830, quello che cambia è la modalità con cui viene inserito nel documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso del campo '''Inserisci formula''', il risultato non viene convertito in testo, ma rimane all’interno del campo, che visivamente è evidenziato in grigio chiaro. Nel momento in cui volessimo modificare la formula, ci basterà fare un doppio clic sul campo e si aprirà una finestra, all’interno della quale, nel campo '''Formula''', potremo apportare i cambiamenti desiderati e quindi premere '''Invio''', oppure fare clic su '''OK'''. In questo caso il risultato verrà immediatamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno della stessa finestra, sulla destra, nella colonna '''Formato''', troviamo un elenco dal quale possiamo selezionare una formattazione da applicare al nostro risultato (ad esempio una con il separatore delle migliaia). Impostare questi formati funziona in modo analogo a quanto avviene in Calc e selezionando la voce '''Formati aggiuntivi''' è possibile crearne di personalizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule più complesse ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i campi '''Inserisci formula''' possiamo effettuare calcoli un po’ più complessi rispetto quelli visti finora. Se proviamo ad inserire una nuova formula usando il tasto '''F2''', vedremo che, prima della casella di inserimento della formula, si trova un’icona raffigurante il simbolo fx con delle stelline. Facendo clic su quest’icona è possibile scegliere tra una serie di funzioni. Non sono numerose come quelle che si trovano in Calc, ma consentono in ogni caso di effettuare diversi tipi di calcoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per usarle è necessario sperimentare un po’, in quanto la loro sintassi è diversa da quelle a cui siamo abituati a vedere in Calc ed inoltre i nomi delle varie funzioni vengono inseriti in inglese (o con abbreviazioni dall’inglese), senza localizzazione in italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo documento ci limitiamo a segnalare la loro esistenza senza addentrarci nei dettagli del loro utilizzo, che in ogni caso è abbastanza intuitivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule e variabili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno dei campi '''Inserisci formula''', possiamo anche fare riferimento a delle variabili. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa dovremo crearle. Selezioniamo dal menu le voci '''Inserisci → Comando di campo → Altri campi''', quindi nella finestra che compare ci posizioneremo nella scheda Variabili, all’interno della quale selezioneremo la voce '''Imposta variabile'''. Nelle caselle '''Nome''' e '''Valore''' inseriremo rispettivamente un nome che identifichi la variabile ed il valore corrispondente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio riprendendo la formula per il calcolo dell’area del triangolo, già usata in precedenza, inseriremo una variabile di nome “base” con valore 324 ed una di nome “altezza” con valore 215.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, premendo '''F2,''' potremo inserire la formula scrivendola come =base*altezza/2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I campi contenenti le variabili, così come il campo contenente la formula vengono evidenziati in grigio chiaro e facendo un doppio clic su di essi è possibile modificarne il loro contenuto. Appena confermata la modifica del valore di una variabile, il risultato della formula che la richiama verrà istantaneamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ da notare che, usando la finestra per l’inserimento delle variabili, è possibile inserire anche i campi '''Inserisci formula''', per i quali risulta però più semplice l’uso del tasto '''F2''' usato finora negli esempi proposti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Calcoli nelle Tabelle ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=119</id>
		<title>Facciamo i conti con Writer</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Facciamo_i_conti_con_Writer&amp;diff=119"/>
		<updated>2017-03-29T21:33:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: Creata pagina con &amp;quot;== (pagina in bozza) ==  Se dovete fare dei calcoli il programma più adatto è Calc; eppure, specie in ambito lavorativo, ci sono situazioni in cui si scrivono dei testi che...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== (pagina in bozza) ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se dovete fare dei calcoli il programma più adatto è Calc; eppure, specie in ambito lavorativo, ci sono situazioni in cui si scrivono dei testi che contengono dei conteggi, di solito non particolarmente complessi, che vorremmo poter effettuare rapidamente, per poter proseguire con la redazione del nostro documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Capita alle volte di vedere persone che tengono aperto Calc per fare i conti e poi copiarli in Writer, oppure con la Calcolatrice a portata di mano (se fisica) o di mouse (se software).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questi casi può essere utile sfruttare le funzioni di calcolo di cui Writer è dotato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Writer fa i calcoli a mente ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Supponiamo di scrivere un testo in cui si spiega che l’area del triangolo si calcola dividendo a metà il risultato della moltiplicazione della base per l’altezza. Una volta enunciata la formula, vogliamo scrivere un esempio numerico e nel testo scriviamo la seguente formula 324*215/2=…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto, se non conosciamo le funzioni di calcolo disponibili in Writer, prima di continuare dobbiamo fermarci un attimo per effettuare in qualche modo il nostro calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per sfruttare le potenzialità di Writer sarà sufficiente selezionare la nostra formula e poi dal menu '''Strumenti → Calcola''', oppure premere contemporaneamente i tasti '''Ctrl''' e '''+'''. Il risultato verrà conteggiato in memoria, quindi, per visualizzarlo nel documento, dovremo posizionarci nel punto in cui vogliamo inserirlo ed incollarlo selezionando '''Modifica → Incolla''', o premendo assieme i tasti '''Ctrl '''e''' V'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato della nostra formula è: 34830. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, perché questo metodo funzioni, la formula selezionata deve essere valida e contenere esclusivamente numeri ed operatori matematici, altrimenti otterremo un messaggio di errore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato ottenuto viene convertito in testo, per cui se si modifica la formula, non verrà aggiornato in automatico e dovremo ripetere la procedura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Inserire una formula ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro modo per effettuare dei conteggi in Writer è quello di posizionare un campo '''Inserisci formula''', attraverso il quale è possibile effettuare dei calcoli un po’ più complessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo più semplice e veloce per attivare un campo '''Inserisci formula '''è quello di premere il tasto '''F2'''. Questo farà apparire la barra della '''Formula''', che ricorda un po’ quella presente in Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così come in Calc, le formule iniziano con il segno '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che il programma inserisce automaticamente, dovremo quindi inserire la nostra formula e premere '''Invio''', oppure fare clic sull’icona con una freccia blu piegata verso sinistra, presente nella barra subito prima del campo per l’inserimento della formula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se inseriamo la stessa formula vista in precedenza 324*215/2, ovviamente il risultato numerico sarà sempre lo stesso 34830, quello che cambia è la modalità con cui viene inserito nel documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso del campo '''Inserisci formula''', il risultato non viene convertito in testo, ma rimane all’interno del campo, che visivamente è evidenziato in grigio chiaro. Nel momento in cui volessimo modificare la formula, ci basterà fare un doppio clic sul campo e si aprirà una finestra, all’interno della quale, nel campo '''Formula''', potremo apportare i cambiamenti desiderati e quindi premere '''Invio''', oppure fare clic su '''OK'''. In questo caso il risultato verrà immediatamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno della stessa finestra, sulla destra, nella colonna '''Formato''', troviamo un elenco dal quale possiamo selezionare una formattazione da applicare al nostro risultato (ad esempio una con il separatore delle migliaia). Impostare questi formati funziona in modo analogo a quanto avviene in Calc e selezionando la voce '''Formati aggiuntivi''' è possibile crearne di personalizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule più complesse ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i campi '''Inserisci formula''' possiamo effettuare calcoli un po’ più complessi rispetto quelli visti finora. Se proviamo ad inserire una nuova formula usando il tasto '''F2''', vedremo che, prima della casella di inserimento della formula, si trova un’icona raffigurante il simbolo fx con delle stelline. Facendo clic su quest’icona è possibile scegliere tra una serie di funzioni. Non sono numerose come quelle che si trovano in Calc, ma consentono in ogni caso di effettuare diversi tipi di calcoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per usarle è necessario sperimentare un po’, in quanto la loro sintassi è diversa da quelle a cui siamo abituati a vedere in Calc ed inoltre i nomi delle varie funzioni vengono inseriti in inglese (o con abbreviazioni dall’inglese), senza localizzazione in italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo documento ci limitiamo a segnalare la loro esistenza senza addentrarci nei dettagli del loro utilizzo, che in ogni caso è abbastanza intuitivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Formule e variabili ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’interno dei campi '''Inserisci formula''', possiamo anche fare riferimento a delle variabili. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa dovremo crearle. Selezioniamo dal menu le voci '''Inserisci → Comando di campo → Altri campi''', quindi nella finestra che compare ci posizioneremo nella scheda Variabili, all’interno della quale selezioneremo la voce '''Imposta variabile'''. Nelle caselle '''Nome''' e '''Valore''' inseriremo rispettivamente un nome che identifichi la variabile ed il valore corrispondente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio riprendendo la formula per il calcolo dell’area del triangolo, già usata in precedenza, inseriremo una variabile di nome “base” con valore 324 ed una di nome “altezza” con valore 215.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, premendo '''F2,''' potremo inserire la formula scrivendola come =base*altezza/2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I campi contenenti le variabili, così come il campo contenente la formula vengono evidenziati in grigio chiaro e facendo un doppio clic su di essi è possibile modificarne il loro contenuto. Appena confermata la modifica del valore di una variabile, il risultato della formula che la richiama verrà istantaneamente aggiornato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ da notare che, usando la finestra per l’inserimento delle variabili, è possibile inserire anche i campi '''Inserisci formula''', per i quali risulta però più semplice l’uso del tasto '''F2''' usato finora negli esempi proposti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Calcoli nelle Tabelle ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=118</id>
		<title>Pagina principale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=118"/>
		<updated>2017-03-29T21:31:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* HowTo in corso di realizzazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Risorse  ==&lt;br /&gt;
* [Ebook]&lt;br /&gt;
* [Materiali didattici]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== eBook in corso di realizzazione ==&lt;br /&gt;
* [[EBook software libero| La risposta naturale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== HowTo in corso di realizzazione ==&lt;br /&gt;
* [[Esportare file in formato PDF/A]]&lt;br /&gt;
* [[Usare i nomi in Calc]]&lt;br /&gt;
* [[Facciamo i conti con Writer]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== LibreDifesa ==&lt;br /&gt;
* [http://www.libreitalia.it/wiki/libredifesa VideoCorso]&lt;br /&gt;
* [https://github.com/libreitalia/VideocorsoLibreDifesa Sorgente VideoCorso]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=117</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=117"/>
		<updated>2017-03-29T20:28:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Un esempio pratico */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Usare i nomi in Calc =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fogli elettronici sono strumenti di lavoro diffusi e molto agili, che consentono di automatizzare rapidamente delle funzioni di calcolo o di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiunque li abbia usati si è certamente abituato al loro tipico modo di fare riferimento alle celle mediante l’uso di coordinate, che ricorda un po’ il vecchio ed intramontabile gioco della battaglia navale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo delle lettere che indicano le colonne (A, B, C, …) e dei numeri che identificano le righe (1, 2, 3, …). Usando questa notazione, se vogliamo riferirci alla cella che si trova sulla sesta riga della seconda colonna, la chiameremo B6. Se vogliamo invece riferirci ad un intervallo rettangolare che comprende più celle, ad esempio partendo dalla A6 ed arrivando alla C10, scriveremo i riferimenti della cella iniziale e di quella finale separati dal segno dei due punti. L’intervallo A6:C10 comprenderà quindi le celle A6, B6, C6, A7, B7, C7, A8, B8, C8, A9, B9, C9, A10, B10 e C10.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Basta un po’ di pratica ed in poco tempo ci si abitua a questo tipo di notazione, finendo per usarla in maniera del tutto naturale e per la maggior parte delle situazioni questo modo di identificare le celle può essere sufficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In taluni casi però, per rendere facilmente comprensibili le formule ed i riferimenti inseriti, può essere utile assegnare dei nomi a singole celle o ad intervalli di celle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Definire un nome ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per assegnare un nome con '''LibreOffice Calc''' basta selezionare la cella, o l’intervallo di celle, che ci interessa e scegliere '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi, nella finestra di dialogo che compare, specificheremo il nome di nostra scelta, che desideriamo assegnare ed infine  faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nel menu non trovate questa funzione è probabile che abbiate una versione meno recente di Calc, nelle quali questo elemento si trovava nel menu '''Inserisci → Nomi → Definisci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Un esempio pratico ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora che sappiamo come aggiungere dei nomi vediamo, con un esempio pratico da seguire passo per passo, come questi possono esserci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a costruire una semplice tabellina come la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border-spacing:0;width:17.029cm;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | A&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | B&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | C&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | D&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Aliquota IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22%&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 2&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 3&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | merce&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo con IVA&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 4&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | arance&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 100&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 122&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 5&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | banane&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 700&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 154&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 854&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 6&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | ciliegie &lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 300&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 66&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 366&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 7&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | datteri&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 400&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 88&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 488&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 8&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Totale&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1500&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 330&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1830&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
=== Una formula senza uso dei nomi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver inserito i dati nelle colonne &amp;quot;merce&amp;quot; e “prezzo”, vogliamo calcolare l’IVA nella terza colonna. La formula normalmente utilizzata in C4 sarebbe '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*B1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che poi andremo a copiare nelle celle sottostanti. Prima di copiarla però dobbiamo rendere assoluto il riferimento alla cella B1, modificando la formula come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*$B$1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. Senza questa modifica nelle copie della formula il riferimento verrebbe automaticamente spostato, mentre noi vogliamo che l’aliquota venga recuperata sempre nella cella B1. I segni '''$''' servono proprio a questo scopo ed è possibile aggiungerli più velocemente premendo il tasto '''F4''' mentre, in fase di creazione o modifica della formula, ci si trova posizionati sul riferimento da rendere assoluto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La stessa formula con l’uso di un nome ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo ora a riscrivere la stessa formula utilizzano dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa assegniamo alla cella B1 il nome '''aliquota'''&amp;lt;nowiki&amp;gt;. Per farlo, come detto prima, ci posizioneremo nella cella in questione e sceglieremo dal menu &amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi inseriremo il nome e poi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora potremo riscrivere la nostra formula così: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. In questa versione la potremo copiare nelle celle sottostanti senza alcun problema, il nome aliquota sarà già automaticamente un riferimento assoluto alla cella B1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono quindi estremamente utili per richiamare nelle formule una cella contenente una variabile. Usati al posto dei normali riferimenti alfanumerici,  possono evitare confusione tra riferimenti relativi ed assoluti, risulta quindi più difficile inserire potenziali errori di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assegnare un nome ad un intervallo di celle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio passiamo al calcolo del totale delle colonne “prezzo” ed ”IVA”. Useremo la funzione SOMMA nella cella B8 in questo modo: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(B4:B7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', poi la copieremo nella cella a fianco C8, dove automaticamente diventerà '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(C4:C7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso i nomi possono tornarci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anziché dare un nome ad una singola cella, assegneremo il nome '''prezzo''' all’intervallo di celle B4:B7. Per farlo selezioniamo il nostro intervallo e quindi usiamo il solito menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci'''. Ripetiamo la procedura per l’intervallo C4:C7, chiamandolo '''IVA'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta definiti questi nomi, possiamo riscrivere le formule dei totali come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo)''' e '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;IVA)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso i nomi ci aiutano a riassumere una serie di valori da passare ad una funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate attenzione quando inserite la formula con il nome '''prezzo''', digitandola Calc proporrà di aggiungergli delle '''()''' alla fine del nome. Questo avviene  perché esiste una funzione con lo stesso nome. Nel caso le '''()''' venissero inserite, dobbiamo eliminarle. E’ un caso che può creare confusione ed è stato proposto volutamente nell’esempio per far capire che il programma accetta di assegnare alle celle, o agli intervalli, anche nomi corrispondenti a funzioni esistenti. Meglio evitare questo genere di omonimie fuorvianti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Nomi per individuare righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuiamo con il nostro esempio e scopriamo un’altra caratteristica dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a riscrive la formula usata in precedenza per il calcolo dell’IVA: da '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' la facciamo diventare '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo&amp;lt;nowiki&amp;gt;*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e la copiamo in tutte le celle della colonna IVA, fatta eccezione del riga del totale. I risultati non cambiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo può sembrare strano, ma, quando il nome rappresenta un intervallo corrispondente ad una colonna o una riga, i riferimenti si comportano in modo relativo rispetto alla colonna o alla riga in questione. Nella nostra formula il richiamo a '''prezzo''' vale come riferimento '''relativo''' alla cella nella colonna '''prezzo''' che si trova sulla stessa riga su cui siamo posizionati. Il rimando ad '''aliquota''' invece, continuerà ad essere assoluto, così come visto sopra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Completiamo la tabella inserendo nell’ultima colonna la somma delle due colonne precedenti. Possiamo scrivere la formula direttamente con i nomi, scegliendo indifferentemente se usare la semplice addizione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=prezzo+IVA&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', oppure la funzione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(prezzo;IVA)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il totale di questa colonna siete liberi di sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Creazione rapida di nomi dalle intestazioni di righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come abbiamo visto è vantaggioso dare dei nomi a delle singole colonne o a delle singole righe, tanto che il programma prevede una specifica funzione per creare rapidamente dei nomi in base ai valori contenuti nella riga di intestazione delle colonne o nella prima colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per richiamare questa funzione dovrete selezionare l'intervallo di vostro interesse, compresa la riga di intestazione e/o la prima colonna, quindi selezionare nel menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea'''. Si aprirà una finestra con quattro voci, le prime due sono quelle solitamente usate.&lt;br /&gt;
Se attivate il segno di spunta su '''Prima riga''' per ogni colonna verrà creato un nome, che sarà uguale al valore presente nella prima riga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le altre voci funzionano in modo analogo, solo che i nomi vengono presi dalla '''colonna a sinistra''', dall''''ultima riga''' o dalla '''colonna a destra''', a seconda del segno di spunta attivato. Tutte queste opzioni possono essere selezionate anche contemporaneamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio potremmo selezionare le celle da A3 a C7, quindi attivare questa funzione attraverso '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea''' e spuntare il segno su '''Prima riga'''. Facendo clic su '''OK''' creeremo i nomi &amp;quot;merce&amp;quot;, &amp;quot;prezzo&amp;quot; ed &amp;quot;IVA&amp;quot;, ognuno dei quali farà riferimento ai valori selezionati nella rispettiva colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi semplificano il lavoro anche nel caso di inserimenti di un riferimento ad una cella, o ad un intervallo di celle, del nostro foglio di lavoro in un altro documento di Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immaginiamo di avere un secondo file, dove una cella contiene una funzione di ricerca, che punta alla tabella del nostro esempio, per trovare il prezzo con IVA delle ciliegie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i normali riferimenti avremo la formula: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#$Foglio1.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;$A$4:$D$7;4)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa formula funziona, ma se apportiamo delle modifiche alla nostra tabella nel file originario, ad esempio inserendo tre righe contenenti altri frutti prima delle ciliegie, quando apriamo il file contenente il collegamento, i riferimenti non saranno più corretti e le ciliegie non verranno trovate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo ovviare a questo problema assegnando un nome all’intervallo di celle che contengono i dati di nostro interesse, che nel nostro caso potremmo chiamare '''frutta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La formula di collegamento nel secondo file diventerà: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#&amp;lt;/nowiki&amp;gt;frutta&amp;lt;nowiki&amp;gt;;4)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, dovremo mantenere aggiornato il nome '''frutta''', modificando l’intervallo a cui si riferisce ogni qualvolta dovessimo inserire delle righe, ma non dovremo più preoccuparci di aggiornare i riferimenti presenti nel file collegato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Modificare nomi già definiti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per  modificare le celle alle quali un nome si riferisce dovremo selezionare il menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Gestisci''', si aprirà una finestra che ci permetterà di apportare le modifiche necessarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella prima parte della finestra comparirà una lista con i nomi già definiti, nella quale, facendo un clic sopra, potremo selezionare quello che vogliamo modificare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel campo “Nome” potremo modificare il nome in precedenza creato, mentre nel campo “Espressione dell’intervallo o della formula” potremo modificare la cella o l’intervallo di celle a cui il nome fa riferimento. Il campo “Ambito” indicherà se il nome sarà valido in tutto il documento (impostazione predefinita) oppure solo all’interno di un determinato foglio; in questo secondo caso potremmo anche usare lo stesso nome per celle diverse che si trovano su fogli distinti dello stesso documento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altre opzioni legate ai nomi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le finestre di dialogo per la creazione e la gestione dei nomi permettono di impostare alcuni parametri attraverso la sezione '''Opzioni intervallo'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui troviamo le voci '''Area di stampa''', '''Ripeti colonna''' e '''Ripeti riga''': attivando il segno di spunta su di esse faremo si che il nome selezionato compaia nelle corrispondenti liste di scelta rapida all’interno della finestra per l’impostazione delle aree di stampa. &lt;br /&gt;
L’impostazione delle aree di stampa si richiama dal menu '''Formato → Aree di stampa → Definisci '''oppure, se le aree di stampa sono già state definite in precedenza da '''Formato → Aree di stampa → Modifica'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opzione '''Filtro''' invece fa si che il nome selezionato compaia nell’elenco di scelta rapida dei criteri quando si usa il '''Filtro speciale'''; questo si richiama da '''Dati → Altri filtri → Filtro speciale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso i pulsanti '''Aggiungi''' ed '''Elimina''' è possibile definire un nuovo nome, oppure eliminare il nome selezionato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete vedere l’utilizzo dei nomi può agevolare il lavoro con i fogli di calcolo, soprattutto si possono rendere le formule più leggibili: questo è un aspetto molto importante quando ci si trova a lavorare con file creati molto tempo prima e di cui non si ricordano i dettagli di funzionamento, oppure con file creati da altri utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, se il file che state creando contiene molte formule, è destinato a durare nel tempo o potrebbe essere modificato da altri utenti, prendete in seria considerazione l’ipotesi di definire dei nomi da usare nelle formule. Come abbiamo visto il loro funzionamento è tutto sommato semplice ed è un piccolo investimento di tempo, che potrebbe risparmiarci molto tempo e lavoro in futuro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=100</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=100"/>
		<updated>2017-03-15T13:27:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Usare i nomi in Calc */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Usare i nomi in Calc =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fogli elettronici sono strumenti di lavoro diffusi e molto agili, che consentono di automatizzare rapidamente delle funzioni di calcolo o di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiunque li abbia usati si è certamente abituato al loro tipico modo di fare riferimento alle celle mediante l’uso di coordinate, che ricorda un po’ il vecchio ed intramontabile gioco della battaglia navale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo delle lettere che indicano le colonne (A, B, C, …) e dei numeri che identificano le righe (1, 2, 3, …). Usando questa notazione, se vogliamo riferirci alla cella che si trova sulla sesta riga della seconda colonna, la chiameremo B6. Se vogliamo invece riferirci ad un intervallo rettangolare che comprende più celle, ad esempio partendo dalla A6 ed arrivando alla C10, scriveremo i riferimenti della cella iniziale e di quella finale separati dal segno dei due punti. L’intervallo A6:C10 comprenderà quindi le celle A6, B6, C6, A7, B7, C7, A8, B8, C8, A9, B9, C9, A10, B10 e C10.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Basta un po’ di pratica ed in poco tempo ci si abitua a questo tipo di notazione, finendo per usarla in maniera del tutto naturale e per la maggior parte delle situazioni questo modo di identificare le celle può essere sufficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In taluni casi però, per rendere facilmente comprensibili le formule ed i riferimenti inseriti, può essere utile assegnare dei nomi a singole celle o ad intervalli di celle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Definire un nome ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per assegnare un nome con '''LibreOffice Calc''' basta selezionare la cella, o l’intervallo di celle, che ci interessa e scegliere '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi, nella finestra di dialogo che compare, specificheremo il nome di nostra scelta, che desideriamo assegnare ed infine  faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nel menu non trovate questa funzione è probabile che abbiate una versione meno recente di Calc, nelle quali questo elemento si trovava nel menu '''Inserisci → Nomi → Definisci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Un esempio pratico ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora che sappiamo come aggiungere dei nomi vediamo, con un esempio pratico da seguire passo per passo, come questi possono esserci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a costruire una semplice tabellina nell’intervallo di celle che avevamo selezionato prima, come la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border-spacing:0;width:17.029cm;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | A&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | B&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | C&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | D&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Aliquota IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22%&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 2&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 3&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | merce&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo con IVA&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 4&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | arance&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 100&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 122&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 5&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | banane&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 700&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 154&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 854&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 6&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | ciliegie &lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 300&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 66&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 366&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 7&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | datteri&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 400&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 88&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 488&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 8&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Totale&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1500&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 330&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1830&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
=== Una formula senza uso dei nomi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver inserito i dati nelle colonne &amp;quot;merce&amp;quot; e “prezzo”, vogliamo calcolare l’IVA nella terza colonna. La formula normalmente utilizzata in C4 sarebbe '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*B1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che poi andremo a copiare nelle celle sottostanti. Prima di copiarla però dobbiamo rendere assoluto il riferimento alla cella B1, modificando la formula come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*$B$1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. Senza questa modifica nelle copie della formula il riferimento verrebbe automaticamente spostato, mentre noi vogliamo che l’aliquota venga recuperata sempre nella cella B1. I segni '''$''' servono proprio a questo scopo ed è possibile aggiungerli più velocemente premendo il tasto '''F4''' mentre, in fase di creazione o modifica della formula, ci si trova posizionati sul riferimento da rendere assoluto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La stessa formula con l’uso di un nome ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo ora a riscrivere la stessa formula utilizzano dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa assegniamo alla cella B1 il nome '''aliquota'''&amp;lt;nowiki&amp;gt;. Per farlo, come detto prima, ci posizioneremo nella cella in questione e sceglieremo dal menu &amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi inseriremo il nome e poi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora potremo riscrivere la nostra formula così: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. In questa versione la potremo copiare nelle celle sottostanti senza alcun problema, il nome aliquota sarà già automaticamente un riferimento assoluto alla cella B1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono quindi estremamente utili per richiamare nelle formule una cella contenente una variabile. Usati al posto dei normali riferimenti alfanumerici,  possono evitare confusione tra riferimenti relativi ed assoluti, risulta quindi più difficile inserire potenziali errori di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assegnare un nome ad un intervallo di celle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio passiamo al calcolo del totale delle colonne “prezzo” ed ”IVA”. Useremo la funzione SOMMA nella cella B8 in questo modo: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(B4:B7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', poi la copieremo nella cella a fianco C8, dove automaticamente diventerà '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(C4:C7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso i nomi possono tornarci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anziché dare un nome ad una singola cella, assegneremo il nome '''prezzo''' all’intervallo di celle B4:B7. Per farlo selezioniamo il nostro intervallo e quindi usiamo il solito menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci'''. Ripetiamo la procedura per l’intervallo C4:C7, chiamandolo '''IVA'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta definiti questi nomi, possiamo riscrivere le formule dei totali come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo)''' e '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;IVA)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso i nomi ci aiutano a riassumere una serie di valori da passare ad una funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate attenzione quando inserite la formula con il nome '''prezzo''', digitandola Calc proporrà di aggiungergli delle '''()''' alla fine del nome. Questo avviene  perché esiste una funzione con lo stesso nome. Nel caso le '''()''' venissero inserite, dobbiamo eliminarle. E’ un caso che può creare confusione ed è stato proposto volutamente nell’esempio per far capire che il programma accetta di assegnare alle celle, o agli intervalli, anche nomi corrispondenti a funzioni esistenti. Meglio evitare questo genere di omonimie fuorvianti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Nomi per individuare righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuiamo con il nostro esempio e scopriamo un’altra caratteristica dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a riscrive la formula usata in precedenza per il calcolo dell’IVA: da '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' la facciamo diventare '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo&amp;lt;nowiki&amp;gt;*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e la copiamo in tutte le celle della colonna IVA, fatta eccezione del riga del totale. I risultati non cambiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo può sembrare strano, ma, quando il nome rappresenta un intervallo corrispondente ad una colonna o una riga, i riferimenti si comportano in modo relativo rispetto alla colonna o alla riga in questione. Nella nostra formula il richiamo a '''prezzo''' vale come riferimento '''relativo''' alla cella nella colonna '''prezzo''' che si trova sulla stessa riga su cui siamo posizionati. Il rimando ad '''aliquota''' invece, continuerà ad essere assoluto, così come visto sopra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Completiamo la tabella inserendo nell’ultima colonna la somma delle due colonne precedenti. Possiamo scrivere la formula direttamente con i nomi, scegliendo indifferentemente se usare la semplice addizione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=prezzo+IVA&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', oppure la funzione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(prezzo;IVA)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il totale di questa colonna siete liberi di sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Creazione rapida di nomi dalle intestazioni di righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come abbiamo visto è vantaggioso dare dei nomi a delle singole colonne o a delle singole righe, tanto che il programma prevede una specifica funzione per creare rapidamente dei nomi in base ai valori contenuti nella riga di intestazione delle colonne o nella prima colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per richiamare questa funzione dovrete selezionare l'intervallo di vostro interesse, compresa la riga di intestazione e/o la prima colonna, quindi selezionare nel menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea'''. Si aprirà una finestra con quattro voci, le prime due sono quelle solitamente usate.&lt;br /&gt;
Se attivate il segno di spunta su '''Prima riga''' per ogni colonna verrà creato un nome, che sarà uguale al valore presente nella prima riga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le altre voci funzionano in modo analogo, solo che i nomi vengono presi dalla '''colonna a sinistra''', dall''''ultima riga''' o dalla '''colonna a destra''', a seconda del segno di spunta attivato. Tutte queste opzioni possono essere selezionate anche contemporaneamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio potremmo selezionare le celle da A3 a C7, quindi attivare questa funzione attraverso '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea''' e spuntare il segno su '''Prima riga'''. Facendo clic su '''OK''' creeremo i nomi &amp;quot;merce&amp;quot;, &amp;quot;prezzo&amp;quot; ed &amp;quot;IVA&amp;quot;, ognuno dei quali farà riferimento ai valori selezionati nella rispettiva colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi semplificano il lavoro anche nel caso di inserimenti di un riferimento ad una cella, o ad un intervallo di celle, del nostro foglio di lavoro in un altro documento di Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immaginiamo di avere un secondo file, dove una cella contiene una funzione di ricerca, che punta alla tabella del nostro esempio, per trovare il prezzo con IVA delle ciliegie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i normali riferimenti avremo la formula: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#$Foglio1.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;$A$4:$D$7;4)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa formula funziona, ma se apportiamo delle modifiche alla nostra tabella nel file originario, ad esempio inserendo tre righe contenenti altri frutti prima delle ciliegie, quando apriamo il file contenente il collegamento, i riferimenti non saranno più corretti e le ciliegie non verranno trovate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo ovviare a questo problema assegnando un nome all’intervallo di celle che contengono i dati di nostro interesse, che nel nostro caso potremmo chiamare '''frutta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La formula di collegamento nel secondo file diventerà: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#&amp;lt;/nowiki&amp;gt;frutta&amp;lt;nowiki&amp;gt;;4)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, dovremo mantenere aggiornato il nome '''frutta''', modificando l’intervallo a cui si riferisce ogni qualvolta dovessimo inserire delle righe, ma non dovremo più preoccuparci di aggiornare i riferimenti presenti nel file collegato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Modificare nomi già definiti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per  modificare le celle alle quali un nome si riferisce dovremo selezionare il menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Gestisci''', si aprirà una finestra che ci permetterà di apportare le modifiche necessarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella prima parte della finestra comparirà una lista con i nomi già definiti, nella quale, facendo un clic sopra, potremo selezionare quello che vogliamo modificare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel campo “Nome” potremo modificare il nome in precedenza creato, mentre nel campo “Espressione dell’intervallo o della formula” potremo modificare la cella o l’intervallo di celle a cui il nome fa riferimento. Il campo “Ambito” indicherà se il nome sarà valido in tutto il documento (impostazione predefinita) oppure solo all’interno di un determinato foglio; in questo secondo caso potremmo anche usare lo stesso nome per celle diverse che si trovano su fogli distinti dello stesso documento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altre opzioni legate ai nomi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le finestre di dialogo per la creazione e la gestione dei nomi permettono di impostare alcuni parametri attraverso la sezione '''Opzioni intervallo'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui troviamo le voci '''Area di stampa''', '''Ripeti colonna''' e '''Ripeti riga''': attivando il segno di spunta su di esse faremo si che il nome selezionato compaia nelle corrispondenti liste di scelta rapida all’interno della finestra per l’impostazione delle aree di stampa. &lt;br /&gt;
L’impostazione delle aree di stampa si richiama dal menu '''Formato → Aree di stampa → Definisci '''oppure, se le aree di stampa sono già state definite in precedenza da '''Formato → Aree di stampa → Modifica'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opzione '''Filtro''' invece fa si che il nome selezionato compaia nell’elenco di scelta rapida dei criteri quando si usa il '''Filtro speciale'''; questo si richiama da '''Dati → Altri filtri → Filtro speciale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso i pulsanti '''Aggiungi''' ed '''Elimina''' è possibile definire un nuovo nome, oppure eliminare il nome selezionato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete vedere l’utilizzo dei nomi può agevolare il lavoro con i fogli di calcolo, soprattutto si possono rendere le formule più leggibili: questo è un aspetto molto importante quando ci si trova a lavorare con file creati molto tempo prima e di cui non si ricordano i dettagli di funzionamento, oppure con file creati da altri utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, se il file che state creando contiene molte formule, è destinato a durare nel tempo o potrebbe essere modificato da altri utenti, prendete in seria considerazione l’ipotesi di definire dei nomi da usare nelle formule. Come abbiamo visto il loro funzionamento è tutto sommato semplice ed è un piccolo investimento di tempo, che potrebbe risparmiarci molto tempo e lavoro in futuro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=99</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=99"/>
		<updated>2017-03-15T13:26:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* In conclusione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Usare i nomi in Calc =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fogli elettronici sono strumenti di lavoro diffusi e molto agili, che consentono di automatizzare rapidamente delle funzioni di calcolo o di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiunque li abbia usati si è certamente abituato al loro tipico modo di fare riferimento alle celle mediante l’uso di coordinate, che ricorda un po’ il vecchio ed intramontabile gioco della battaglia navale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo delle lettere che indicano le colonne (A, B, C, …) e dei numeri che identificano le righe (1, 2, 3, …). Usando questa notazione, se vogliamo riferirci alla cella che si trova sulla sesta riga della seconda colonna, la chiameremo B6. Se vogliamo invece riferirci ad un intervallo rettangolare che comprende più celle, ad esempio partendo dalla A6 ed arrivando alla C10, scriveremo i riferimenti della cella iniziale e di quella finale separati dal segno dei due punti. L’intervallo A6:C10 comprenderà quindi le celle A6, B6, C6, A7, B7, C7, A8, B8, C8, A9, B9, C9, A9, B10 e C10.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Basta un po’ di pratica ed in poco tempo ci si abitua a questo tipo di notazione, finendo per usarla in maniera del tutto naturale e per la maggior parte delle situazioni questo modo di identificare le celle può essere sufficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In taluni casi però, per rendere facilmente comprensibili le formule ed i riferimenti inseriti, può essere utile assegnare dei nomi a singole celle o ad intervalli di celle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Definire un nome ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per assegnare un nome con '''LibreOffice Calc''' basta selezionare la cella, o l’intervallo di celle, che ci interessa e scegliere '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi, nella finestra di dialogo che compare, specificheremo il nome di nostra scelta, che desideriamo assegnare ed infine  faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nel menu non trovate questa funzione è probabile che abbiate una versione meno recente di Calc, nelle quali questo elemento si trovava nel menu '''Inserisci → Nomi → Definisci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Un esempio pratico ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora che sappiamo come aggiungere dei nomi vediamo, con un esempio pratico da seguire passo per passo, come questi possono esserci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a costruire una semplice tabellina nell’intervallo di celle che avevamo selezionato prima, come la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border-spacing:0;width:17.029cm;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | A&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | B&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | C&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | D&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Aliquota IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22%&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 2&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 3&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | merce&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo con IVA&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 4&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | arance&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 100&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 122&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 5&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | banane&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 700&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 154&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 854&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 6&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | ciliegie &lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 300&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 66&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 366&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 7&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | datteri&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 400&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 88&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 488&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 8&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Totale&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1500&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 330&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1830&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
=== Una formula senza uso dei nomi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver inserito i dati nelle colonne &amp;quot;merce&amp;quot; e “prezzo”, vogliamo calcolare l’IVA nella terza colonna. La formula normalmente utilizzata in C4 sarebbe '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*B1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che poi andremo a copiare nelle celle sottostanti. Prima di copiarla però dobbiamo rendere assoluto il riferimento alla cella B1, modificando la formula come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*$B$1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. Senza questa modifica nelle copie della formula il riferimento verrebbe automaticamente spostato, mentre noi vogliamo che l’aliquota venga recuperata sempre nella cella B1. I segni '''$''' servono proprio a questo scopo ed è possibile aggiungerli più velocemente premendo il tasto '''F4''' mentre, in fase di creazione o modifica della formula, ci si trova posizionati sul riferimento da rendere assoluto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La stessa formula con l’uso di un nome ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo ora a riscrivere la stessa formula utilizzano dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa assegniamo alla cella B1 il nome '''aliquota'''&amp;lt;nowiki&amp;gt;. Per farlo, come detto prima, ci posizioneremo nella cella in questione e sceglieremo dal menu &amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi inseriremo il nome e poi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora potremo riscrivere la nostra formula così: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. In questa versione la potremo copiare nelle celle sottostanti senza alcun problema, il nome aliquota sarà già automaticamente un riferimento assoluto alla cella B1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono quindi estremamente utili per richiamare nelle formule una cella contenente una variabile. Usati al posto dei normali riferimenti alfanumerici,  possono evitare confusione tra riferimenti relativi ed assoluti, risulta quindi più difficile inserire potenziali errori di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assegnare un nome ad un intervallo di celle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio passiamo al calcolo del totale delle colonne “prezzo” ed ”IVA”. Useremo la funzione SOMMA nella cella B8 in questo modo: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(B4:B7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', poi la copieremo nella cella a fianco C8, dove automaticamente diventerà '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(C4:C7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso i nomi possono tornarci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anziché dare un nome ad una singola cella, assegneremo il nome '''prezzo''' all’intervallo di celle B4:B7. Per farlo selezioniamo il nostro intervallo e quindi usiamo il solito menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci'''. Ripetiamo la procedura per l’intervallo C4:C7, chiamandolo '''IVA'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta definiti questi nomi, possiamo riscrivere le formule dei totali come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo)''' e '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;IVA)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso i nomi ci aiutano a riassumere una serie di valori da passare ad una funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate attenzione quando inserite la formula con il nome '''prezzo''', digitandola Calc proporrà di aggiungergli delle '''()''' alla fine del nome. Questo avviene  perché esiste una funzione con lo stesso nome. Nel caso le '''()''' venissero inserite, dobbiamo eliminarle. E’ un caso che può creare confusione ed è stato proposto volutamente nell’esempio per far capire che il programma accetta di assegnare alle celle, o agli intervalli, anche nomi corrispondenti a funzioni esistenti. Meglio evitare questo genere di omonimie fuorvianti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Nomi per individuare righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuiamo con il nostro esempio e scopriamo un’altra caratteristica dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a riscrive la formula usata in precedenza per il calcolo dell’IVA: da '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' la facciamo diventare '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo&amp;lt;nowiki&amp;gt;*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e la copiamo in tutte le celle della colonna IVA, fatta eccezione del riga del totale. I risultati non cambiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo può sembrare strano, ma, quando il nome rappresenta un intervallo corrispondente ad una colonna o una riga, i riferimenti si comportano in modo relativo rispetto alla colonna o alla riga in questione. Nella nostra formula il richiamo a '''prezzo''' vale come riferimento '''relativo''' alla cella nella colonna '''prezzo''' che si trova sulla stessa riga su cui siamo posizionati. Il rimando ad '''aliquota''' invece, continuerà ad essere assoluto, così come visto sopra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Completiamo la tabella inserendo nell’ultima colonna la somma delle due colonne precedenti. Possiamo scrivere la formula direttamente con i nomi, scegliendo indifferentemente se usare la semplice addizione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=prezzo+IVA&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', oppure la funzione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(prezzo;IVA)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il totale di questa colonna siete liberi di sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Creazione rapida di nomi dalle intestazioni di righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come abbiamo visto è vantaggioso dare dei nomi a delle singole colonne o a delle singole righe, tanto che il programma prevede una specifica funzione per creare rapidamente dei nomi in base ai valori contenuti nella riga di intestazione delle colonne o nella prima colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per richiamare questa funzione dovrete selezionare l'intervallo di vostro interesse, compresa la riga di intestazione e/o la prima colonna, quindi selezionare nel menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea'''. Si aprirà una finestra con quattro voci, le prime due sono quelle solitamente usate.&lt;br /&gt;
Se attivate il segno di spunta su '''Prima riga''' per ogni colonna verrà creato un nome, che sarà uguale al valore presente nella prima riga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le altre voci funzionano in modo analogo, solo che i nomi vengono presi dalla '''colonna a sinistra''', dall''''ultima riga''' o dalla '''colonna a destra''', a seconda del segno di spunta attivato. Tutte queste opzioni possono essere selezionate anche contemporaneamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio potremmo selezionare le celle da A3 a C7, quindi attivare questa funzione attraverso '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea''' e spuntare il segno su '''Prima riga'''. Facendo clic su '''OK''' creeremo i nomi &amp;quot;merce&amp;quot;, &amp;quot;prezzo&amp;quot; ed &amp;quot;IVA&amp;quot;, ognuno dei quali farà riferimento ai valori selezionati nella rispettiva colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi semplificano il lavoro anche nel caso di inserimenti di un riferimento ad una cella, o ad un intervallo di celle, del nostro foglio di lavoro in un altro documento di Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immaginiamo di avere un secondo file, dove una cella contiene una funzione di ricerca, che punta alla tabella del nostro esempio, per trovare il prezzo con IVA delle ciliegie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i normali riferimenti avremo la formula: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#$Foglio1.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;$A$4:$D$7;4)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa formula funziona, ma se apportiamo delle modifiche alla nostra tabella nel file originario, ad esempio inserendo tre righe contenenti altri frutti prima delle ciliegie, quando apriamo il file contenente il collegamento, i riferimenti non saranno più corretti e le ciliegie non verranno trovate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo ovviare a questo problema assegnando un nome all’intervallo di celle che contengono i dati di nostro interesse, che nel nostro caso potremmo chiamare '''frutta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La formula di collegamento nel secondo file diventerà: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#&amp;lt;/nowiki&amp;gt;frutta&amp;lt;nowiki&amp;gt;;4)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, dovremo mantenere aggiornato il nome '''frutta''', modificando l’intervallo a cui si riferisce ogni qualvolta dovessimo inserire delle righe, ma non dovremo più preoccuparci di aggiornare i riferimenti presenti nel file collegato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Modificare nomi già definiti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per  modificare le celle alle quali un nome si riferisce dovremo selezionare il menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Gestisci''', si aprirà una finestra che ci permetterà di apportare le modifiche necessarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella prima parte della finestra comparirà una lista con i nomi già definiti, nella quale, facendo un clic sopra, potremo selezionare quello che vogliamo modificare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel campo “Nome” potremo modificare il nome in precedenza creato, mentre nel campo “Espressione dell’intervallo o della formula” potremo modificare la cella o l’intervallo di celle a cui il nome fa riferimento. Il campo “Ambito” indicherà se il nome sarà valido in tutto il documento (impostazione predefinita) oppure solo all’interno di un determinato foglio; in questo secondo caso potremmo anche usare lo stesso nome per celle diverse che si trovano su fogli distinti dello stesso documento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altre opzioni legate ai nomi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le finestre di dialogo per la creazione e la gestione dei nomi permettono di impostare alcuni parametri attraverso la sezione '''Opzioni intervallo'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui troviamo le voci '''Area di stampa''', '''Ripeti colonna''' e '''Ripeti riga''': attivando il segno di spunta su di esse faremo si che il nome selezionato compaia nelle corrispondenti liste di scelta rapida all’interno della finestra per l’impostazione delle aree di stampa. &lt;br /&gt;
L’impostazione delle aree di stampa si richiama dal menu '''Formato → Aree di stampa → Definisci '''oppure, se le aree di stampa sono già state definite in precedenza da '''Formato → Aree di stampa → Modifica'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opzione '''Filtro''' invece fa si che il nome selezionato compaia nell’elenco di scelta rapida dei criteri quando si usa il '''Filtro speciale'''; questo si richiama da '''Dati → Altri filtri → Filtro speciale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso i pulsanti '''Aggiungi''' ed '''Elimina''' è possibile definire un nuovo nome, oppure eliminare il nome selezionato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete vedere l’utilizzo dei nomi può agevolare il lavoro con i fogli di calcolo, soprattutto si possono rendere le formule più leggibili: questo è un aspetto molto importante quando ci si trova a lavorare con file creati molto tempo prima e di cui non si ricordano i dettagli di funzionamento, oppure con file creati da altri utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, se il file che state creando contiene molte formule, è destinato a durare nel tempo o potrebbe essere modificato da altri utenti, prendete in seria considerazione l’ipotesi di definire dei nomi da usare nelle formule. Come abbiamo visto il loro funzionamento è tutto sommato semplice ed è un piccolo investimento di tempo, che potrebbe risparmiarci molto tempo e lavoro in futuro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=98</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=98"/>
		<updated>2017-03-14T19:42:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Un esempio pratico */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Usare i nomi in Calc =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fogli elettronici sono strumenti di lavoro diffusi e molto agili, che consentono di automatizzare rapidamente delle funzioni di calcolo o di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiunque li abbia usati si è certamente abituato al loro tipico modo di fare riferimento alle celle mediante l’uso di coordinate, che ricorda un po’ il vecchio ed intramontabile gioco della battaglia navale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo delle lettere che indicano le colonne (A, B, C, …) e dei numeri che identificano le righe (1, 2, 3, …). Usando questa notazione, se vogliamo riferirci alla cella che si trova sulla sesta riga della seconda colonna, la chiameremo B6. Se vogliamo invece riferirci ad un intervallo rettangolare che comprende più celle, ad esempio partendo dalla A6 ed arrivando alla C10, scriveremo i riferimenti della cella iniziale e di quella finale separati dal segno dei due punti. L’intervallo A6:C10 comprenderà quindi le celle A6, B6, C6, A7, B7, C7, A8, B8, C8, A9, B9, C9, A9, B10 e C10.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Basta un po’ di pratica ed in poco tempo ci si abitua a questo tipo di notazione, finendo per usarla in maniera del tutto naturale e per la maggior parte delle situazioni questo modo di identificare le celle può essere sufficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In taluni casi però, per rendere facilmente comprensibili le formule ed i riferimenti inseriti, può essere utile assegnare dei nomi a singole celle o ad intervalli di celle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Definire un nome ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per assegnare un nome con '''LibreOffice Calc''' basta selezionare la cella, o l’intervallo di celle, che ci interessa e scegliere '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi, nella finestra di dialogo che compare, specificheremo il nome di nostra scelta, che desideriamo assegnare ed infine  faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nel menu non trovate questa funzione è probabile che abbiate una versione meno recente di Calc, nelle quali questo elemento si trovava nel menu '''Inserisci → Nomi → Definisci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Un esempio pratico ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora che sappiamo come aggiungere dei nomi vediamo, con un esempio pratico da seguire passo per passo, come questi possono esserci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a costruire una semplice tabellina nell’intervallo di celle che avevamo selezionato prima, come la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border-spacing:0;width:17.029cm;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | A&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | B&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | C&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | D&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Aliquota IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22%&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 2&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 3&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | merce&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo con IVA&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 4&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | arance&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 100&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 122&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 5&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | banane&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 700&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 154&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 854&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 6&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | ciliegie &lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 300&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 66&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 366&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 7&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | datteri&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 400&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 88&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 488&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 8&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Totale&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1500&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 330&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1830&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
=== Una formula senza uso dei nomi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver inserito i dati nelle colonne &amp;quot;merce&amp;quot; e “prezzo”, vogliamo calcolare l’IVA nella terza colonna. La formula normalmente utilizzata in C4 sarebbe '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*B1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che poi andremo a copiare nelle celle sottostanti. Prima di copiarla però dobbiamo rendere assoluto il riferimento alla cella B1, modificando la formula come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*$B$1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. Senza questa modifica nelle copie della formula il riferimento verrebbe automaticamente spostato, mentre noi vogliamo che l’aliquota venga recuperata sempre nella cella B1. I segni '''$''' servono proprio a questo scopo ed è possibile aggiungerli più velocemente premendo il tasto '''F4''' mentre, in fase di creazione o modifica della formula, ci si trova posizionati sul riferimento da rendere assoluto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La stessa formula con l’uso di un nome ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo ora a riscrivere la stessa formula utilizzano dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa assegniamo alla cella B1 il nome '''aliquota'''&amp;lt;nowiki&amp;gt;. Per farlo, come detto prima, ci posizioneremo nella cella in questione e sceglieremo dal menu &amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi inseriremo il nome e poi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora potremo riscrivere la nostra formula così: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. In questa versione la potremo copiare nelle celle sottostanti senza alcun problema, il nome aliquota sarà già automaticamente un riferimento assoluto alla cella B1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono quindi estremamente utili per richiamare nelle formule una cella contenente una variabile. Usati al posto dei normali riferimenti alfanumerici,  possono evitare confusione tra riferimenti relativi ed assoluti, risulta quindi più difficile inserire potenziali errori di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assegnare un nome ad un intervallo di celle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio passiamo al calcolo del totale delle colonne “prezzo” ed ”IVA”. Useremo la funzione SOMMA nella cella B8 in questo modo: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(B4:B7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', poi la copieremo nella cella a fianco C8, dove automaticamente diventerà '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(C4:C7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso i nomi possono tornarci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anziché dare un nome ad una singola cella, assegneremo il nome '''prezzo''' all’intervallo di celle B4:B7. Per farlo selezioniamo il nostro intervallo e quindi usiamo il solito menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci'''. Ripetiamo la procedura per l’intervallo C4:C7, chiamandolo '''IVA'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta definiti questi nomi, possiamo riscrivere le formule dei totali come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo)''' e '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;IVA)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso i nomi ci aiutano a riassumere una serie di valori da passare ad una funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate attenzione quando inserite la formula con il nome '''prezzo''', digitandola Calc proporrà di aggiungergli delle '''()''' alla fine del nome. Questo avviene  perché esiste una funzione con lo stesso nome. Nel caso le '''()''' venissero inserite, dobbiamo eliminarle. E’ un caso che può creare confusione ed è stato proposto volutamente nell’esempio per far capire che il programma accetta di assegnare alle celle, o agli intervalli, anche nomi corrispondenti a funzioni esistenti. Meglio evitare questo genere di omonimie fuorvianti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Nomi per individuare righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuiamo con il nostro esempio e scopriamo un’altra caratteristica dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a riscrive la formula usata in precedenza per il calcolo dell’IVA: da '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' la facciamo diventare '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo&amp;lt;nowiki&amp;gt;*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e la copiamo in tutte le celle della colonna IVA, fatta eccezione del riga del totale. I risultati non cambiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo può sembrare strano, ma, quando il nome rappresenta un intervallo corrispondente ad una colonna o una riga, i riferimenti si comportano in modo relativo rispetto alla colonna o alla riga in questione. Nella nostra formula il richiamo a '''prezzo''' vale come riferimento '''relativo''' alla cella nella colonna '''prezzo''' che si trova sulla stessa riga su cui siamo posizionati. Il rimando ad '''aliquota''' invece, continuerà ad essere assoluto, così come visto sopra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Completiamo la tabella inserendo nell’ultima colonna la somma delle due colonne precedenti. Possiamo scrivere la formula direttamente con i nomi, scegliendo indifferentemente se usare la semplice addizione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=prezzo+IVA&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', oppure la funzione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(prezzo;IVA)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il totale di questa colonna siete liberi di sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Creazione rapida di nomi dalle intestazioni di righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come abbiamo visto è vantaggioso dare dei nomi a delle singole colonne o a delle singole righe, tanto che il programma prevede una specifica funzione per creare rapidamente dei nomi in base ai valori contenuti nella riga di intestazione delle colonne o nella prima colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per richiamare questa funzione dovrete selezionare l'intervallo di vostro interesse, compresa la riga di intestazione e/o la prima colonna, quindi selezionare nel menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea'''. Si aprirà una finestra con quattro voci, le prime due sono quelle solitamente usate.&lt;br /&gt;
Se attivate il segno di spunta su '''Prima riga''' per ogni colonna verrà creato un nome, che sarà uguale al valore presente nella prima riga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le altre voci funzionano in modo analogo, solo che i nomi vengono presi dalla '''colonna a sinistra''', dall''''ultima riga''' o dalla '''colonna a destra''', a seconda del segno di spunta attivato. Tutte queste opzioni possono essere selezionate anche contemporaneamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio potremmo selezionare le celle da A3 a C7, quindi attivare questa funzione attraverso '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea''' e spuntare il segno su '''Prima riga'''. Facendo clic su '''OK''' creeremo i nomi &amp;quot;merce&amp;quot;, &amp;quot;prezzo&amp;quot; ed &amp;quot;IVA&amp;quot;, ognuno dei quali farà riferimento ai valori selezionati nella rispettiva colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi semplificano il lavoro anche nel caso di inserimenti di un riferimento ad una cella, o ad un intervallo di celle, del nostro foglio di lavoro in un altro documento di Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immaginiamo di avere un secondo file, dove una cella contiene una funzione di ricerca, che punta alla tabella del nostro esempio, per trovare il prezzo con IVA delle ciliegie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i normali riferimenti avremo la formula: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#$Foglio1.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;$A$4:$D$7;4)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa formula funziona, ma se apportiamo delle modifiche alla nostra tabella nel file originario, ad esempio inserendo tre righe contenenti altri frutti prima delle ciliegie, quando apriamo il file contenente il collegamento, i riferimenti non saranno più corretti e le ciliegie non verranno trovate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo ovviare a questo problema assegnando un nome all’intervallo di celle che contengono i dati di nostro interesse, che nel nostro caso potremmo chiamare '''frutta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La formula di collegamento nel secondo file diventerà: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#&amp;lt;/nowiki&amp;gt;frutta&amp;lt;nowiki&amp;gt;;4)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, dovremo mantenere aggiornato il nome '''frutta''', modificando l’intervallo a cui si riferisce ogni qualvolta dovessimo inserire delle righe, ma non dovremo più preoccuparci di aggiornare i riferimenti presenti nel file collegato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Modificare nomi già definiti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per  modificare le celle alle quali un nome si riferisce dovremo selezionare il menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Gestisci''', si aprirà una finestra che ci permetterà di apportare le modifiche necessarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella prima parte della finestra comparirà una lista con i nomi già definiti, nella quale, facendo un clic sopra, potremo selezionare quello che vogliamo modificare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel campo “Nome” potremo modificare il nome in precedenza creato, mentre nel campo “Espressione dell’intervallo o della formula” potremo modificare la cella o l’intervallo di celle a cui il nome fa riferimento. Il campo “Ambito” indicherà se il nome sarà valido in tutto il documento (impostazione predefinita) oppure solo all’interno di un determinato foglio; in questo secondo caso potremmo anche usare lo stesso nome per celle diverse che si trovano su fogli distinti dello stesso documento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altre opzioni legate ai nomi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le finestre di dialogo per la creazione e la gestione dei nomi permettono di impostare alcuni parametri attraverso la sezione '''Opzioni intervallo'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui troviamo le voci '''Area di stampa''', '''Ripeti colonna''' e '''Ripeti riga''': attivando il segno di spunta su di esse faremo si che il nome selezionato compaia nelle corrispondenti liste di scelta rapida all’interno della finestra per l’impostazione delle aree di stampa. &lt;br /&gt;
L’impostazione delle aree di stampa si richiama dal menu '''Formato → Aree di stampa → Definisci '''oppure, se le aree di stampa sono già state definite in precedenza da '''Formato → Aree di stampa → Modifica'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opzione '''Filtro''' invece fa si che il nome selezionato compaia nell’elenco di scelta rapida dei criteri quando si usa il '''Filtro speciale'''; questo si richiama da '''Dati → Altri filtri → Filtro speciale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso i pulsanti '''Aggiungi''' ed '''Elimina''' è possibile definire un nuovo nome, oppure eliminare il nome selezionato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete vedere l’utilizzo dei nomi può agevolare il lavoro con i fogli di calcolo, soprattutto si possono rendere le formule più leggibili: questo è un aspetto molto importante quando ci si trova lavorare con file creati molto tempo prima e di cui non si ricordano i dettagli di funzionamento, oppure con file creati da altri utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, se il file che state creando contiene molte formule, è destinato a durare nel tempo o potrebbe essere modificato da altri utenti, prendete in seria considerazione l’ipotesi di definire dei nomi da usare nelle formule. Come abbiamo visto il loro funzionamento è tutto sommato semplice ed è un piccolo investimento di tempo, che potrebbe risparmiarci molto tempo e lavoro in futuro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=97</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=97"/>
		<updated>2017-03-14T19:29:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Nomi per individuare righe e colonne */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Usare i nomi in Calc =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fogli elettronici sono strumenti di lavoro diffusi e molto agili, che consentono di automatizzare rapidamente delle funzioni di calcolo o di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiunque li abbia usati si è certamente abituato al loro tipico modo di fare riferimento alle celle mediante l’uso di coordinate, che ricorda un po’ il vecchio ed intramontabile gioco della battaglia navale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo delle lettere che indicano le colonne (A, B, C, …) e dei numeri che identificano le righe (1, 2, 3, …). Usando questa notazione, se vogliamo riferirci alla cella che si trova sulla sesta riga della seconda colonna, la chiameremo B6. Se vogliamo invece riferirci ad un intervallo rettangolare che comprende più celle, ad esempio partendo dalla A6 ed arrivando alla C10, scriveremo i riferimenti della cella iniziale e di quella finale separati dal segno dei due punti. L’intervallo A6:C10 comprenderà quindi le celle A6, B6, C6, A7, B7, C7, A8, B8, C8, A9, B9, C9, A9, B10 e C10.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Basta un po’ di pratica ed in poco tempo ci si abitua a questo tipo di notazione, finendo per usarla in maniera del tutto naturale e per la maggior parte delle situazioni questo modo di identificare le celle può essere sufficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In taluni casi però, per rendere facilmente comprensibili le formule ed i riferimenti inseriti, può essere utile assegnare dei nomi a singole celle o ad intervalli di celle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Definire un nome ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per assegnare un nome con '''LibreOffice Calc''' basta selezionare la cella, o l’intervallo di celle, che ci interessa e scegliere '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi, nella finestra di dialogo che compare, specificheremo il nome di nostra scelta, che desideriamo assegnare ed infine  faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nel menu non trovate questa funzione è probabile che abbiate una versione meno recente di Calc, nelle quali questo elemento si trovava nel menu '''Inserisci → Nomi → Definisci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Un esempio pratico ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora che sappiamo come aggiungere dei nomi vediamo, con degli esempi pratici, come questi possono esserci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a costruire una semplice tabellina nell’intervallo di celle che avevamo selezionato prima, come la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border-spacing:0;width:17.029cm;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | A&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | B&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | C&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | D&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Aliquota IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22%&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 2&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 3&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | merce&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo con IVA&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 4&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | arance&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 100&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 122&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 5&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | banane&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 700&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 154&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 854&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 6&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | ciliegie &lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 300&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 66&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 366&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 7&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | datteri&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 400&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 88&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 488&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 8&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Totale&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1500&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 330&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1830&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
=== Una formula senza uso dei nomi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver inserito i dati nelle colonne &amp;quot;merce&amp;quot; e “prezzo”, vogliamo calcolare l’IVA nella terza colonna. La formula normalmente utilizzata in C4 sarebbe '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*B1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che poi andremo a copiare nelle celle sottostanti. Prima di copiarla però dobbiamo rendere assoluto il riferimento alla cella B1, modificando la formula come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*$B$1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. Senza questa modifica nelle copie della formula il riferimento verrebbe automaticamente spostato, mentre noi vogliamo che l’aliquota venga recuperata sempre nella cella B1. I segni '''$''' servono proprio a questo scopo ed è possibile aggiungerli più velocemente premendo il tasto '''F4''' mentre, in fase di creazione o modifica della formula, ci si trova posizionati sul riferimento da rendere assoluto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La stessa formula con l’uso di un nome ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo ora a riscrivere la stessa formula utilizzano dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa assegniamo alla cella B1 il nome '''aliquota'''&amp;lt;nowiki&amp;gt;. Per farlo, come detto prima, ci posizioneremo nella cella in questione e sceglieremo dal menu &amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi inseriremo il nome e poi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora potremo riscrivere la nostra formula così: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. In questa versione la potremo copiare nelle celle sottostanti senza alcun problema, il nome aliquota sarà già automaticamente un riferimento assoluto alla cella B1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono quindi estremamente utili per richiamare nelle formule una cella contenente una variabile. Usati al posto dei normali riferimenti alfanumerici,  possono evitare confusione tra riferimenti relativi ed assoluti, risulta quindi più difficile inserire potenziali errori di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assegnare un nome ad un intervallo di celle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio passiamo al calcolo del totale delle colonne “prezzo” ed ”IVA”. Useremo la funzione SOMMA nella cella B8 in questo modo: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(B4:B7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', poi la copieremo nella cella a fianco C8, dove automaticamente diventerà '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(C4:C7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso i nomi possono tornarci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anziché dare un nome ad una singola cella, assegneremo il nome '''prezzo''' all’intervallo di celle B4:B7. Per farlo selezioniamo il nostro intervallo e quindi usiamo il solito menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci'''. Ripetiamo la procedura per l’intervallo C4:C7, chiamandolo '''IVA'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta definiti questi nomi, possiamo riscrivere le formule dei totali come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo)''' e '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;IVA)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso i nomi ci aiutano a riassumere una serie di valori da passare ad una funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate attenzione quando inserite la formula con il nome '''prezzo''', digitandola Calc proporrà di aggiungergli delle '''()''' alla fine del nome. Questo avviene  perché esiste una funzione con lo stesso nome. Nel caso le '''()''' venissero inserite, dobbiamo eliminarle. E’ un caso che può creare confusione ed è stato proposto volutamente nell’esempio per far capire che il programma accetta di assegnare alle celle, o agli intervalli, anche nomi corrispondenti a funzioni esistenti. Meglio evitare questo genere di omonimie fuorvianti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Nomi per individuare righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuiamo con il nostro esempio e scopriamo un’altra caratteristica dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a riscrive la formula usata in precedenza per il calcolo dell’IVA: da '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' la facciamo diventare '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo&amp;lt;nowiki&amp;gt;*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e la copiamo in tutte le celle della colonna IVA, fatta eccezione del riga del totale. I risultati non cambiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo può sembrare strano, ma, quando il nome rappresenta un intervallo corrispondente ad una colonna o una riga, i riferimenti si comportano in modo relativo rispetto alla colonna o alla riga in questione. Nella nostra formula il richiamo a '''prezzo''' vale come riferimento '''relativo''' alla cella nella colonna '''prezzo''' che si trova sulla stessa riga su cui siamo posizionati. Il rimando ad '''aliquota''' invece, continuerà ad essere assoluto, così come visto sopra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Completiamo la tabella inserendo nell’ultima colonna la somma delle due colonne precedenti. Possiamo scrivere la formula direttamente con i nomi, scegliendo indifferentemente se usare la semplice addizione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=prezzo+IVA&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', oppure la funzione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(prezzo;IVA)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il totale di questa colonna siete liberi di sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Creazione rapida di nomi dalle intestazioni di righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come abbiamo visto è vantaggioso dare dei nomi a delle singole colonne o a delle singole righe, tanto che il programma prevede una specifica funzione per creare rapidamente dei nomi in base ai valori contenuti nella riga di intestazione delle colonne o nella prima colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per richiamare questa funzione dovrete selezionare l'intervallo di vostro interesse, compresa la riga di intestazione e/o la prima colonna, quindi selezionare nel menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea'''. Si aprirà una finestra con quattro voci, le prime due sono quelle solitamente usate.&lt;br /&gt;
Se attivate il segno di spunta su '''Prima riga''' per ogni colonna verrà creato un nome, che sarà uguale al valore presente nella prima riga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le altre voci funzionano in modo analogo, solo che i nomi vengono presi dalla '''colonna a sinistra''', dall''''ultima riga''' o dalla '''colonna a destra''', a seconda del segno di spunta attivato. Tutte queste opzioni possono essere selezionate anche contemporaneamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio potremmo selezionare le celle da A3 a C7, quindi attivare questa funzione attraverso '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Crea''' e spuntare il segno su '''Prima riga'''. Facendo clic su '''OK''' creeremo i nomi &amp;quot;merce&amp;quot;, &amp;quot;prezzo&amp;quot; ed &amp;quot;IVA&amp;quot;, ognuno dei quali farà riferimento ai valori selezionati nella rispettiva colonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi semplificano il lavoro anche nel caso di inserimenti di un riferimento ad una cella, o ad un intervallo di celle, del nostro foglio di lavoro in un altro documento di Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immaginiamo di avere un secondo file, dove una cella contiene una funzione di ricerca, che punta alla tabella del nostro esempio, per trovare il prezzo con IVA delle ciliegie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i normali riferimenti avremo la formula: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#$Foglio1.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;$A$4:$D$7;4)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa formula funziona, ma se apportiamo delle modifiche alla nostra tabella nel file originario, ad esempio inserendo tre righe contenenti altri frutti prima delle ciliegie, quando apriamo il file contenente il collegamento, i riferimenti non saranno più corretti e le ciliegie non verranno trovate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo ovviare a questo problema assegnando un nome all’intervallo di celle che contengono i dati di nostro interesse, che nel nostro caso potremmo chiamare '''frutta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La formula di collegamento nel secondo file diventerà: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#&amp;lt;/nowiki&amp;gt;frutta&amp;lt;nowiki&amp;gt;;4)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, dovremo mantenere aggiornato il nome '''frutta''', modificando l’intervallo a cui si riferisce ogni qualvolta dovessimo inserire delle righe, ma non dovremo più preoccuparci di aggiornare i riferimenti presenti nel file collegato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Modificare nomi già definiti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per  modificare le celle alle quali un nome si riferisce dovremo selezionare il menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Gestisci''', si aprirà una finestra che ci permetterà di apportare le modifiche necessarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella prima parte della finestra comparirà una lista con i nomi già definiti, nella quale, facendo un clic sopra, potremo selezionare quello che vogliamo modificare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel campo “Nome” potremo modificare il nome in precedenza creato, mentre nel campo “Espressione dell’intervallo o della formula” potremo modificare la cella o l’intervallo di celle a cui il nome fa riferimento. Il campo “Ambito” indicherà se il nome sarà valido in tutto il documento (impostazione predefinita) oppure solo all’interno di un determinato foglio; in questo secondo caso potremmo anche usare lo stesso nome per celle diverse che si trovano su fogli distinti dello stesso documento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altre opzioni legate ai nomi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le finestre di dialogo per la creazione e la gestione dei nomi permettono di impostare alcuni parametri attraverso la sezione '''Opzioni intervallo'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui troviamo le voci '''Area di stampa''', '''Ripeti colonna''' e '''Ripeti riga''': attivando il segno di spunta su di esse faremo si che il nome selezionato compaia nelle corrispondenti liste di scelta rapida all’interno della finestra per l’impostazione delle aree di stampa. &lt;br /&gt;
L’impostazione delle aree di stampa si richiama dal menu '''Formato → Aree di stampa → Definisci '''oppure, se le aree di stampa sono già state definite in precedenza da '''Formato → Aree di stampa → Modifica'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opzione '''Filtro''' invece fa si che il nome selezionato compaia nell’elenco di scelta rapida dei criteri quando si usa il '''Filtro speciale'''; questo si richiama da '''Dati → Altri filtri → Filtro speciale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso i pulsanti '''Aggiungi''' ed '''Elimina''' è possibile definire un nuovo nome, oppure eliminare il nome selezionato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete vedere l’utilizzo dei nomi può agevolare il lavoro con i fogli di calcolo, soprattutto si possono rendere le formule più leggibili: questo è un aspetto molto importante quando ci si trova lavorare con file creati molto tempo prima e di cui non si ricordano i dettagli di funzionamento, oppure con file creati da altri utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, se il file che state creando contiene molte formule, è destinato a durare nel tempo o potrebbe essere modificato da altri utenti, prendete in seria considerazione l’ipotesi di definire dei nomi da usare nelle formule. Come abbiamo visto il loro funzionamento è tutto sommato semplice ed è un piccolo investimento di tempo, che potrebbe risparmiarci molto tempo e lavoro in futuro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=96</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=96"/>
		<updated>2017-03-14T19:10:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Usare i nomi in Calc =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fogli elettronici sono strumenti di lavoro diffusi e molto agili, che consentono di automatizzare rapidamente delle funzioni di calcolo o di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiunque li abbia usati si è certamente abituato al loro tipico modo di fare riferimento alle celle mediante l’uso di coordinate, che ricorda un po’ il vecchio ed intramontabile gioco della battaglia navale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo delle lettere che indicano le colonne (A, B, C, …) e dei numeri che identificano le righe (1, 2, 3, …). Usando questa notazione, se vogliamo riferirci alla cella che si trova sulla sesta riga della seconda colonna, la chiameremo B6. Se vogliamo invece riferirci ad un intervallo rettangolare che comprende più celle, ad esempio partendo dalla A6 ed arrivando alla C10, scriveremo i riferimenti della cella iniziale e di quella finale separati dal segno dei due punti. L’intervallo A6:C10 comprenderà quindi le celle A6, B6, C6, A7, B7, C7, A8, B8, C8, A9, B9, C9, A9, B10 e C10.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Basta un po’ di pratica ed in poco tempo ci si abitua a questo tipo di notazione, finendo per usarla in maniera del tutto naturale e per la maggior parte delle situazioni questo modo di identificare le celle può essere sufficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In taluni casi però, per rendere facilmente comprensibili le formule ed i riferimenti inseriti, può essere utile assegnare dei nomi a singole celle o ad intervalli di celle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Definire un nome ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per assegnare un nome con '''LibreOffice Calc''' basta selezionare la cella, o l’intervallo di celle, che ci interessa e scegliere '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi, nella finestra di dialogo che compare, specificheremo il nome di nostra scelta, che desideriamo assegnare ed infine  faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nel menu non trovate questa funzione è probabile che abbiate una versione meno recente di Calc, nelle quali questo elemento si trovava nel menu '''Inserisci → Nomi → Definisci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Un esempio pratico ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora che sappiamo come aggiungere dei nomi vediamo, con degli esempi pratici, come questi possono esserci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a costruire una semplice tabellina nell’intervallo di celle che avevamo selezionato prima, come la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border-spacing:0;width:17.029cm;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | A&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | B&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | C&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | D&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Aliquota IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22%&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 2&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 3&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | merce&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo con IVA&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 4&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | arance&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 100&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 122&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 5&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | banane&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 700&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 154&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 854&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 6&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | ciliegie &lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 300&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 66&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 366&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 7&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | datteri&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 400&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 88&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 488&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 8&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Totale&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1500&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 330&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1830&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
=== Una formula senza uso dei nomi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver inserito i dati nelle colonne &amp;quot;merce&amp;quot; e “prezzo”, vogliamo calcolare l’IVA nella terza colonna. La formula normalmente utilizzata in C4 sarebbe '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*B1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che poi andremo a copiare nelle celle sottostanti. Prima di copiarla però dobbiamo rendere assoluto il riferimento alla cella B1, modificando la formula come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*$B$1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. Senza questa modifica nelle copie della formula il riferimento verrebbe automaticamente spostato, mentre noi vogliamo che l’aliquota venga recuperata sempre nella cella B1. I segni '''$''' servono proprio a questo scopo ed è possibile aggiungerli più velocemente premendo il tasto '''F4''' mentre, in fase di creazione o modifica della formula, ci si trova posizionati sul riferimento da rendere assoluto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La stessa formula con l’uso di un nome ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo ora a riscrivere la stessa formula utilizzano dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa assegniamo alla cella B1 il nome '''aliquota'''&amp;lt;nowiki&amp;gt;. Per farlo, come detto prima, ci posizioneremo nella cella in questione e sceglieremo dal menu &amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi inseriremo il nome e poi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora potremo riscrivere la nostra formula così: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. In questa versione la potremo copiare nelle celle sottostanti senza alcun problema, il nome aliquota sarà già automaticamente un riferimento assoluto alla cella B1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono quindi estremamente utili per richiamare nelle formule una cella contenente una variabile. Usati al posto dei normali riferimenti alfanumerici,  possono evitare confusione tra riferimenti relativi ed assoluti, risulta quindi più difficile inserire potenziali errori di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assegnare un nome ad un intervallo di celle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro esempio passiamo al calcolo del totale delle colonne “prezzo” ed ”IVA”. Useremo la funzione SOMMA nella cella B8 in questo modo: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(B4:B7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', poi la copieremo nella cella a fianco C8, dove automaticamente diventerà '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(C4:C7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso i nomi possono tornarci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anziché dare un nome ad una singola cella, assegneremo il nome '''prezzo''' all’intervallo di celle B4:B7. Per farlo selezioniamo il nostro intervallo e quindi usiamo il solito menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci'''. Ripetiamo la procedura per l’intervallo C4:C7, chiamandolo '''IVA'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta definiti questi nomi, possiamo riscrivere le formule dei totali come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo)''' e '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;IVA)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso i nomi ci aiutano a riassumere una serie di valori da passare ad una funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate attenzione quando inserite la formula con il nome '''prezzo''', digitandola Calc proporrà di aggiungergli delle '''()''' alla fine del nome. Questo avviene  perché esiste una funzione con lo stesso nome. Nel caso le '''()''' venissero inserite, dobbiamo eliminarle. E’ un caso che può creare confusione ed è stato proposto volutamente nell’esempio per far capire che il programma accetta di assegnare alle celle, o agli intervalli, anche nomi corrispondenti a funzioni esistenti. Meglio evitare questo genere di omonimie fuorvianti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Nomi per individuare righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuiamo con il nostro esempio e scopriamo un’altra caratteristica dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a riscrive la formula usata in precedenza per il calcolo dell’IVA: da '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' la facciamo diventare '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo&amp;lt;nowiki&amp;gt;*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e la copiamo in tutte le celle della colonna IVA, fatta eccezione del riga del totale. I risultati non cambiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo può sembrare strano, ma, quando il nome rappresenta un intervallo corrispondente ad una colonna o una riga, i riferimenti si comportano in modo relativo rispetto alla colonna o alla riga in questione. Nella nostra formula il richiamo a '''prezzo''' vale come riferimento '''relativo''' alla cella nella colonna '''prezzo''' che si trova sulla stessa riga su cui siamo posizionati. Il rimando ad '''aliquota''' invece, continuerà ad essere assoluto, così come visto sopra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Completiamo la tabella inserendo nell’ultima colonna la somma delle due colonne precedenti. Possiamo scrivere la formula direttamente con i nomi, scegliendo indifferentemente se usare la semplice addizione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=prezzo+IVA&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', oppure la funzione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(prezzo;IVA)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il totale di questa colonna siete liberi di sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi semplificano il lavoro anche nel caso di inserimenti di un riferimento ad una cella, o ad un intervallo di celle, del nostro foglio di lavoro in un altro documento di Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immaginiamo di avere un secondo file, dove una cella contiene una funzione di ricerca, che punta alla tabella del nostro esempio, per trovare il prezzo con IVA delle ciliegie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i normali riferimenti avremo la formula: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#$Foglio1.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;$A$4:$D$7;4)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa formula funziona, ma se apportiamo delle modifiche alla nostra tabella nel file originario, ad esempio inserendo tre righe contenenti altri frutti prima delle ciliegie, quando apriamo il file contenente il collegamento, i riferimenti non saranno più corretti e le ciliegie non verranno trovate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo ovviare a questo problema assegnando un nome all’intervallo di celle che contengono i dati di nostro interesse, che nel nostro caso potremmo chiamare '''frutta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La formula di collegamento nel secondo file diventerà: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#&amp;lt;/nowiki&amp;gt;frutta&amp;lt;nowiki&amp;gt;;4)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente, dovremo mantenere aggiornato il nome '''frutta''', modificando l’intervallo a cui si riferisce ogni qualvolta dovessimo inserire delle righe, ma non dovremo più preoccuparci di aggiornare i riferimenti presenti nel file collegato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Modificare nomi già definiti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per  modificare le celle alle quali un nome si riferisce dovremo selezionare il menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Gestisci''', si aprirà una finestra che ci permetterà di apportare le modifiche necessarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella prima parte della finestra comparirà una lista con i nomi già definiti, nella quale, facendo un clic sopra, potremo selezionare quello che vogliamo modificare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel campo “Nome” potremo modificare il nome in precedenza creato, mentre nel campo “Espressione dell’intervallo o della formula” potremo modificare la cella o l’intervallo di celle a cui il nome fa riferimento. Il campo “Ambito” indicherà se il nome sarà valido in tutto il documento (impostazione predefinita) oppure solo all’interno di un determinato foglio; in questo secondo caso potremmo anche usare lo stesso nome per celle diverse che si trovano su fogli distinti dello stesso documento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altre opzioni legate ai nomi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le finestre di dialogo per la creazione e la gestione dei nomi permettono di impostare alcuni parametri attraverso la sezione '''Opzioni intervallo'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui troviamo le voci '''Area di stampa''', '''Ripeti colonna''' e '''Ripeti riga''': attivando il segno di spunta su di esse faremo si che il nome selezionato compaia nelle corrispondenti liste di scelta rapida all’interno della finestra per l’impostazione delle aree di stampa. &lt;br /&gt;
L’impostazione delle aree di stampa si richiama dal menu '''Formato → Aree di stampa → Definisci '''oppure, se le aree di stampa sono già state definite in precedenza da '''Formato → Aree di stampa → Modifica'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opzione '''Filtro''' invece fa si che il nome selezionato compaia nell’elenco di scelta rapida dei criteri quando si usa il '''Filtro speciale'''; questo si richiama da '''Dati → Altri filtri → Filtro speciale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso i pulsanti '''Aggiungi''' ed '''Elimina''' è possibile definire un nuovo nome, oppure eliminare il nome selezionato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete vedere l’utilizzo dei nomi può agevolare il lavoro con i fogli di calcolo, soprattutto si possono rendere le formule più leggibili: questo è un aspetto molto importante quando ci si trova lavorare con file creati molto tempo prima e di cui non si ricordano i dettagli di funzionamento, oppure con file creati da altri utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, se il file che state creando contiene molte formule, è destinato a durare nel tempo o potrebbe essere modificato da altri utenti, prendete in seria considerazione l’ipotesi di definire dei nomi da usare nelle formule. Come abbiamo visto il loro funzionamento è tutto sommato semplice ed è un piccolo investimento di tempo, che potrebbe risparmiarci molto tempo e lavoro in futuro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=95</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=95"/>
		<updated>2017-03-14T13:38:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Usare i nomi in Calc =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fogli elettronici sono strumenti di lavoro diffusi e molto agili, che consentono di automatizzare rapidamente delle funzioni di calcolo o di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiunque li abbia usati si è certamente abituato al loro tipico modo di fare riferimento alle celle mediante l’uso di coordinate, che ricorda un po’ il vecchio ed intramontabile gioco della battaglia navale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo delle lettere che indicano le colonne (A, B, C, …) e dei numeri che identificano le righe (1, 2, 3, …). Usando questa notazione, se vogliamo riferirci alla cella che si trova sulla sesta riga della seconda colonna, la chiameremo B6. Se vogliamo invece riferirci ad un intervallo rettangolare che comprende più celle, ad esempio partendo dalla A6 ed arrivando alla C10, scriveremo i riferimenti della cella iniziale e di quella finale separati dal segno dei due punti. Per esempio l’intervallo A6:C10 comprenderà le celle A6, B6, C6, A7, B7, C7, A8, B8, C8, A9, B9, C9, A9, B10 e C10.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Basta un po’ di pratica ed in poco tempo ci si abitua a questo tipo di notazione, usandola in maniera del tutto naturale e per la maggior parte delle situazioni questo modo di identificare le celle può essere sufficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In taluni casi però, per rendere facilmente comprensibili le formule ed i riferimenti inseriti, può essere utile assegnare dei nomi a singole celle o ad intervalli di celle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Definire un nome ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per assegnare un nome con '''LibreOffice Calc''' basta selezionare la cella o l’intervallo di celle che ci interessa e scegliere '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', nella finestra di dialogo che compare specificheremo il nome, di nostra scelta, che desideriamo assegnare e quindi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non trovare la funzione è probabile che abbiate una versione meno recente di Calc, in questo caso la troverete nel menu '''Inserisci → Nomi → Definisci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Un esempio pratico ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora che sappiamo come aggiungere un nome vediamo con degli esempi pratici come i nomi possono esserci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a costruire una semplice tabellina nell’intervallo di celle che avevamo selezionato prima, come la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border-spacing:0;width:17.029cm;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | A&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | B&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | C&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | D&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Aliquota IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22%&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 2&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 3&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | merce&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo con IVA&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 4&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | arance&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 100&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 122&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 5&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | banane&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 700&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 154&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 854&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 6&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | ciliegie &lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 300&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 66&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 366&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 7&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | datteri&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 400&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 88&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 488&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 8&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Totale&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1500&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 330&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1830&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
=== Una formula senza uso dei nomi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver inserito i dati nelle colonne “merce” e “prezzo”, vogliamo calcolare l’IVA nella terza colonna, la formula normalmente utilizzata in C4 sarebbe '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*B1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che poi andremo a copiare nelle celle sottostanti. Prima di copiarla però dobbiamo rendere assoluto il riferimento alla cella B1, modificando la formula come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*$B$1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', senza questa modifica nelle copie della formula il riferimento verrebbe automaticamente spostato, mentre noi vogliamo che l’aliquota venga sempre recuperata nella cella B1. Per inserire più velocemente i segni '''$''' è possibile premere il tasto '''F4''', mentre in fase di creazione o modifica della formula ci si trova posizionati sul riferimento da rendere assoluto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La stessa formula con l’uso di un nome ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo ora a riscrivere la stessa formula utilizzano i nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa assegniamo alla cella B1 il nome '''aliquota'''&amp;lt;nowiki&amp;gt;; per farlo, come detto prima, sceglieremo dal menu &amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi inseriremo il nome e poi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora potremo riscrivere la nostra formula così '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. In questa versione la potremo copiare nelle celle sottostanti senza alcun problema il nome aliquota sarà già automaticamente un riferimento assoluto alla cella B1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono quindi estremamente utili per richiamare nelle formule una cella contenente una variabile. Usandoli al posto dei normali riferimenti alfanumerici, che possono essere relativi od assoluti, è più difficile creare confusione e si evitano così potenziali errori di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assegnare un nome ad un intervallo di celle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo al calcolo del totale delle colonne “prezzo” ed ”IVA”, per farlo useremo la funzione SOMMA, che inseriremo nella cella B8 in questo modo '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(B4:B7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e che poi copieremo nella cella a fianco C8, dove automaticamente diventerà '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(C4:C7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso i nomi possono tornarci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anziché dare un nome ad una singola cella, assegneremo il nome '''prezzo''' all’intervallo di celle B4:B7, per farlo selezioniamo il nostro intervallo e quindi usiamo il solito menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci'''. Facciamo quindi la stessa cosa per l’intervallo C4:C7, chiamandolo '''IVA'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta definiti questi nomi, possiamo riscrivere le formule dei totali come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo)''' e '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;IVA)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso i nomi sono utili per riassumere una serie di valori da passare ad una funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate attenzione quando inserite la formula con il nome '''prezzo''', Calc proporrà di aggiungergli delle () alla fine, questo perché esiste una funzione con lo stesso nome, nel caso venissero inserite dobbiamo eliminarle. E’ un caso che può creare confusione ed è stato inserito volutamente nell’esempio per far capire che il programma accetta di assegnare alle celle, o agli intervalli, anche nomi corrispondenti a funzioni esistenti. Meglio evitare questo genere di omonimie fuorvianti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Nomi per individuare righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuiamo con il nostro esempio e scopriamo un’altra caratteristica dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a riscrive la formula usata in precedenza per il calcolo dell’IVA: da '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', la facciamo diventare '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo&amp;lt;nowiki&amp;gt;*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e la ricopiamo in tutte le celle della colonna dell’IVA, ad eccezione del totale. I risultati non cambiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo può sembrare strano, ma, quando il nome rappresenta un intervallo corrispondente ad una colonna o una riga, i riferimenti si comportano in modo relativo. Nella nostra formula quindi il richiamo a '''prezzo''' vale come riferimento '''relativo''' alla cella che si trova sulla stessa riga nella colonna '''prezzo'''. Il rimando ad '''aliquota''' invece, continuerà ad essere assoluto, così come visto in precedenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Completiamo la tabella inserendo nell’ultima colonna la somma delle due colonne precedenti. Possiamo scrivere la formula direttamente con i nomi, scegliendo se usare la semplice addizione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=prezzo+IVA&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', oppure la funzione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(prezzo;IVA)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il totale di questa colonna siete liberi di sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono davvero utili nel caso in cui dobbiamo inserire un riferimento ad una cella, o ad un intervallo di celle, in un altro documento di Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immaginiamo di avere un secondo file, dove una cella contiene una funzione di ricerca, che punta alla tabella del nostro esempio, per trovare il prezzo con IVA delle ciliegie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i normali riferimenti avremo la formula: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#$Foglio1.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;$A$4:$D$7;4)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa formula funziona, ma se apportiamo delle modifiche alla nostra tabella, ad esempio inserendo tre righe contenenti altri frutti prima delle ciliegie, quando apriamo il secondo file, i riferimenti non saranno più corretti e le ciliegie non verranno trovate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo ovviare a questo problema assegnando un nome all’intervallo di celle che contengono i dati di nostro interesse, che nel nostro caso potremmo chiamare '''frutta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La formula di collegamento nel secondo file diventerà: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#&amp;lt;/nowiki&amp;gt;frutta&amp;lt;nowiki&amp;gt;;4)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente dovremo mantenere aggiornato il nome '''frutta''', modificando l’intervallo a cui si riferisce ogni qualvolta dovessimo inserire delle righe, ma non dovremo più preoccuparci di aggiornare i riferimenti nel secondo file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Modificare nomi già definiti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso dovessimo per l’appunto modificare le celle alle quali un nome si riferisce dovremo selezionare il menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Gestisci''', si aprirà una finestra che ci permetterà di apportare le modifiche necessarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella prima parte della finestra comparirà una lista con i nomi già definiti, nella quale, facendo un clic sopra, potremo selezionare quello che vogliamo modificare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel campo “Nome” potremo modificare il nome in precedenza creato, mentre nel campo “Espressione dell’intervallo o della formula” potremo modificare la cella o l’intervallo di celle a cui il nome fa riferimento. Nel campo “Ambito” potremo decidere se il nome sarà valido in tutto il documento (impostazione predefinita) oppure solo all’interno di un determinato foglio; in questo secondo caso potremo usare lo stesso nome per celle diverse che si trovano su fogli distinti dello stesso documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altre opzioni legate ai nomi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle '''Opzioni intervallo''' troviamo le voci '''Area di stampa''', '''Ripeti colonna''' e '''Ripeti riga''', attivando il segno di spunta su di esse faremo si che il nome selezionato compaia nelle corrispondenti liste di scelta rapida all’interno della finestra per l’impostazione delle aree di stampa. L’impostazione delle aree di stampa si richiama dal menu '''Formato → Aree di stampa → Definisci '''oppure, se le aree di stampa sono già state definite in precedenza da '''Formato → Aree di stampa → Modifica'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opzione '''Filtro''' invece fa si che il nome selezionato compaia nell’elenco di scelta rapida dei criteri quando si usa il Filtro speciale; questo si richiama da '''Dati → Altri filtri → Filtro speciale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso i pulsanti '''Aggiungi''' ed '''Elimina''' è possibile rispettivamente: definire un nuovo nome, oppure eliminare il nome selezionato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete vedere l’utilizzo dei nomi può agevolare il lavoro con i fogli di calcolo, soprattutto, scegliendo dei nomi significativi, si possono rendere le formule più leggibili: questo è un aspetto molto importante quando ci si trova lavorare con file creati molto tempo prima e di cui non si ricordano i dettagli di funzionamento, oppure con file creati da altri utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertanto, se il file che state creando contiene molte formule, è destinato a durare nel tempo o potrebbe essere modificato da altri, prendete in seria considerazione l’ipotesi di definire dei nomi da usare nelle formule. Come abbiamo visto il loro funzionamento è tutto sommato semplice ed è un piccolo investimento di tempo in più, che potrebbe risparmiarci molto tempo e lavoro in futuro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=94</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=94"/>
		<updated>2017-03-14T13:37:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* in corso di realizzazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Usare i nomi in Calc =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fogli elettronici sono strumenti di lavoro diffusi e molto agili, che consentono di automatizzare rapidamente delle funzioni di calcolo o di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiunque li abbia usati si è certamente abituato al loro tipico modo di fare riferimento alle celle mediante l’uso di coordinate, che ricorda un po’ il vecchio ed intramontabile gioco della battaglia navale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo delle lettere che indicano le colonne (A, B, C, …) e dei numeri che identificano le righe (1, 2, 3, …). Usando questa notazione, se vogliamo riferirci alla cella che si trova sulla sesta riga della seconda colonna, la chiameremo B6. Se vogliamo invece riferirci ad un intervallo rettangolare che comprende più celle, ad esempio partendo dalla A6 ed arrivando alla C10, scriveremo i riferimenti della cella iniziale e di quella finale separati dal segno dei due punti. Per esempio l’intervallo A6:C10 comprenderà le celle A6, B6, C6, A7, B7, C7, A8, B8, C8, A9, B9, C9, A9, B10 e C10.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Basta un po’ di pratica ed in poco tempo ci si abitua a questo tipo di notazione, usandola in maniera del tutto naturale e per la maggior parte delle situazioni questo modo di identificare le celle può essere sufficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In taluni casi però, per rendere facilmente comprensibili le formule ed i riferimenti inseriti, può essere utile assegnare dei nomi a singole celle o ad intervalli di celle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Definire un nome ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per assegnare un nome con '''LibreOffice Calc''' basta selezionare la cella o l’intervallo di celle che ci interessa e scegliere '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', nella finestra di dialogo che compare specificheremo il nome, di nostra scelta, che desideriamo assegnare e quindi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non trovare la funzione è probabile che abbiate una versione meno recente di Calc, in questo caso la troverete nel menu '''Inserisci → Nomi → Definisci'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Un esempio pratico ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora che sappiamo come aggiungere un nome vediamo con degli esempi pratici come i nomi possono esserci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a costruire una semplice tabellina nell’intervallo di celle che avevamo selezionato prima, come la seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border-spacing:0;width:17.029cm;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | A&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | B&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:0.05pt solid #000000;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | C&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | D&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Aliquota IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22%&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 2&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 3&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | merce&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | IVA&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | prezzo con IVA&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 4&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | arance&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 100&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 22&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 122&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 5&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | banane&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 700&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 154&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 854&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 6&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | ciliegie &lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 300&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 66&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 366&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 7&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | datteri&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 400&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 88&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 488&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;background-color:#dddddd;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 8&lt;br /&gt;
| align=center style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | Totale&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1500&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:none;padding:0.097cm;&amp;quot; | 330&lt;br /&gt;
| align=right style=&amp;quot;border-top:none;border-bottom:0.05pt solid #000000;border-left:0.05pt solid #000000;border-right:0.05pt solid #000000;padding:0.097cm;&amp;quot; | 1830&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
=== Una formula senza uso dei nomi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver inserito i dati nelle colonne “merce” e “prezzo”, vogliamo calcolare l’IVA nella terza colonna, la formula normalmente utilizzata in C4 sarebbe '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*B1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', che poi andremo a copiare nelle celle sottostanti. Prima di copiarla però dobbiamo rendere assoluto il riferimento alla cella B1, modificando la formula come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*$B$1&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', senza questa modifica nelle copie della formula il riferimento verrebbe automaticamente spostato, mentre noi vogliamo che l’aliquota venga sempre recuperata nella cella B1. Per inserire più velocemente i segni '''$''' è possibile premere il tasto '''F4''', mentre in fase di creazione o modifica della formula ci si trova posizionati sul riferimento da rendere assoluto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La stessa formula con l’uso di un nome ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo ora a riscrivere la stessa formula utilizzano i nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa assegniamo alla cella B1 il nome '''aliquota'''&amp;lt;nowiki&amp;gt;; per farlo, come detto prima, sceglieremo dal menu &amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci''', quindi inseriremo il nome e poi faremo clic su '''Aggiungi'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora potremo riscrivere la nostra formula così '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''. In questa versione la potremo copiare nelle celle sottostanti senza alcun problema il nome aliquota sarà già automaticamente un riferimento assoluto alla cella B1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono quindi estremamente utili per richiamare nelle formule una cella contenente una variabile. Usandoli al posto dei normali riferimenti alfanumerici, che possono essere relativi od assoluti, è più difficile creare confusione e si evitano così potenziali errori di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Assegnare un nome ad un intervallo di celle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passiamo al calcolo del totale delle colonne “prezzo” ed ”IVA”, per farlo useremo la funzione SOMMA, che inseriremo nella cella B8 in questo modo '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(B4:B7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e che poi copieremo nella cella a fianco C8, dove automaticamente diventerà '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(C4:C7)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso i nomi possono tornarci utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anziché dare un nome ad una singola cella, assegneremo il nome '''prezzo''' all’intervallo di celle B4:B7, per farlo selezioniamo il nostro intervallo e quindi usiamo il solito menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Definisci'''. Facciamo quindi la stessa cosa per l’intervallo C4:C7, chiamandolo '''IVA'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta definiti questi nomi, possiamo riscrivere le formule dei totali come segue: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo)''' e '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(&amp;lt;/nowiki&amp;gt;IVA)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso i nomi sono utili per riassumere una serie di valori da passare ad una funzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate attenzione quando inserite la formula con il nome '''prezzo''', Calc proporrà di aggiungergli delle () alla fine, questo perché esiste una funzione con lo stesso nome, nel caso venissero inserite dobbiamo eliminarle. E’ un caso che può creare confusione ed è stato inserito volutamente nell’esempio per far capire che il programma accetta di assegnare alle celle, o agli intervalli, anche nomi corrispondenti a funzioni esistenti. Meglio evitare questo genere di omonimie fuorvianti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Nomi per individuare righe e colonne ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuiamo con il nostro esempio e scopriamo un’altra caratteristica dei nomi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a riscrive la formula usata in precedenza per il calcolo dell’IVA: da '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=B4*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', la facciamo diventare '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=&amp;lt;/nowiki&amp;gt;prezzo&amp;lt;nowiki&amp;gt;*aliquota&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''' e la ricopiamo in tutte le celle della colonna dell’IVA, ad eccezione del totale. I risultati non cambiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo può sembrare strano, ma, quando il nome rappresenta un intervallo corrispondente ad una colonna o una riga, i riferimenti si comportano in modo relativo. Nella nostra formula quindi il richiamo a '''prezzo''' vale come riferimento '''relativo''' alla cella che si trova sulla stessa riga nella colonna '''prezzo'''. Il rimando ad '''aliquota''' invece, continuerà ad essere assoluto, così come visto in precedenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Completiamo la tabella inserendo nell’ultima colonna la somma delle due colonne precedenti. Possiamo scrivere la formula direttamente con i nomi, scegliendo se usare la semplice addizione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=prezzo+IVA&amp;lt;/nowiki&amp;gt;''', oppure la funzione '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=SOMMA(prezzo;IVA)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il totale di questa colonna siete liberi di sperimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I nomi nei riferimenti ad altri documenti di Calc ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nomi sono davvero utili nel caso in cui dobbiamo inserire un riferimento ad una cella, o ad un intervallo di celle, in un altro documento di Calc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immaginiamo di avere un secondo file, dove una cella contiene una funzione di ricerca, che punta alla tabella del nostro esempio, per trovare il prezzo con IVA delle ciliegie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con i normali riferimenti avremo la formula: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#$Foglio1.&amp;lt;/nowiki&amp;gt;$A$4:$D$7;4)'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa formula funziona, ma se apportiamo delle modifiche alla nostra tabella, ad esempio inserendo tre righe contenenti altri frutti prima delle ciliegie, quando apriamo il secondo file, i riferimenti non saranno più corretti e le ciliege non verranno trovate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo ovviare a questo problema assegnando un nome all’intervallo di celle che contengono i dati di nostro interesse, che nel nostro caso potremmo chiamare '''frutta'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La formula di collegamento nel secondo file diventerà: '''&amp;lt;nowiki&amp;gt;=CERCA.VERT(&amp;quot;ciliegie&amp;quot;;'file:///percorso/per/il/mio/file.ods'#&amp;lt;/nowiki&amp;gt;frutta&amp;lt;nowiki&amp;gt;;4)&amp;lt;/nowiki&amp;gt;'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente dovremo mantenere aggiornato il nome '''frutta''', modificando l’intervallo a cui si riferisce ogni qualvolta dovessimo inserire delle righe, ma non dovremo più preoccuparci di aggiornare i riferimenti nel secondo file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Modificare nomi già definiti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso dovessimo per l’appunto modificare le celle alle quali un nome si riferisce dovremo selezionare il menu '''Foglio → Aree con nomi ed espressioni → Gestisci''', si aprirà una finestra che ci permetterà di apportare le modifiche necessarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella prima parte della finestra comparirà una lista con i nomi già definiti, nella quale, facendo un clic sopra, potremo selezionare quello che vogliamo modificare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel campo “Nome” potremo modificare il nome in precedenza creato, mentre nel campo “Espressione dell’intervallo o della formula” potremo modificare la cella o l’intervallo di celle a cui il nome fa riferimento. Nel campo “Ambito” potremo decidere se il nome sarà valido in tutto il documento (impostazione predefinita) oppure solo all’interno di un determinato foglio; in questo secondo caso potremo usare lo stesso nome per celle diverse che si trovano su fogli distinti dello stesso documento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altre opzioni legate ai nomi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle '''Opzioni intervallo''' troviamo le voci '''Area di stampa''', '''Ripeti colonna''' e '''Ripeti riga''', attivando il segno di spunta su di esse faremo si che il nome selezionato compaia nelle corrispondenti liste di scelta rapida all’interno della finestra per l’impostazione delle aree di stampa. L’impostazione delle aree di stampa si richiama dal menu '''Formato → Aree di stampa → Definisci '''oppure, se le aree di stampa sono già state definite in precedenza da '''Formato → Aree di stampa → Modifica'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opzione '''Filtro''' invece fa si che il nome selezionato compaia nell’elenco di scelta rapida dei criteri quando si usa il Filtro speciale; questo si richiama da '''Dati → Altri filtri → Filtro speciale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso i pulsanti '''Aggiungi''' ed '''Elimina''' è possibile rispettivamente: definire un nuovo nome, oppure eliminare il nome selezionato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come potete vedere l’utilizzo dei nomi può agevolare il lavoro con i fogli di calcolo, soprattutto, scegliendo dei nomi significativi, si possono rendere le formule più leggibili: questo è un aspetto molto importante quando ci si trova lavorare con file creati molto tempo prima e di cui non si ricordano i dettagli di funzionamento, oppure con file creati da altri utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertanto, se il file che state creando contiene molte formule, è destinato a durare nel tempo o potrebbe essere modificato da altri, prendete in seria considerazione l’ipotesi di definire dei nomi da usare nelle formule. Come abbiamo visto il loro funzionamento è tutto sommato semplice ed è un piccolo investimento di tempo in più, che potrebbe risparmiarci molto tempo e lavoro in futuro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=71</id>
		<title>Pagina principale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=71"/>
		<updated>2017-03-02T21:47:05Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* HowTo in corso di realizzazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Risorse  ==&lt;br /&gt;
* [Ebook]&lt;br /&gt;
* [Materiali didattici]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== eBook in corso di realizzazione ==&lt;br /&gt;
* [[EBook software libero| La risposta naturale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== HowTo in corso di realizzazione ==&lt;br /&gt;
* [[Esportare file in formato PDF/A]]&lt;br /&gt;
* [[Usare i nomi in Calc]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== LibreDifesa ==&lt;br /&gt;
* [http://www.libreitalia.it/wiki/libredifesa VideoCorso]&lt;br /&gt;
* [https://github.com/libreitalia/VideocorsoLibreDifesa Sorgente VideoCorso]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=70</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=70"/>
		<updated>2017-03-02T20:19:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* con veraPDF */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 dovrebbe rispettare lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con LibreOffice ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''', aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con la fotocopiatrice ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con PDF Creator ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con il Visualizzatore di documenti eVince ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (eVince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esiste poi il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il loro programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=69</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=69"/>
		<updated>2017-03-02T20:18:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Validare i file PDF/A */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 dovrebbe rispettare lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con LibreOffice ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''', aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con la fotocopiatrice ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con PDF Creator ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con il Visualizzatore di documenti eVince ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (eVince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=63</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=63"/>
		<updated>2017-02-28T19:10:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 dovrebbe rispettare lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con LibreOffice ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''', aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con la fotocopiatrice ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con PDF Creator ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con il Visualizzatore di documenti eVince ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (eVince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=62</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=62"/>
		<updated>2017-02-28T13:51:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== in corso di realizzazione ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=60</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=60"/>
		<updated>2017-02-28T13:50:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: Marco.marega ha spostato la pagina Esportare file in formato PDF/A (in corso di realizzazione) a Usare i nomi in Calc&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A_(in_corso_di_realizzazione)&amp;diff=61</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A (in corso di realizzazione)</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A_(in_corso_di_realizzazione)&amp;diff=61"/>
		<updated>2017-02-28T13:50:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: Marco.marega ha spostato la pagina Esportare file in formato PDF/A (in corso di realizzazione) a Usare i nomi in Calc&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Usare i nomi in Calc]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=59</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=59"/>
		<updated>2017-02-28T13:43:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: Pagina svuotata&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=58</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=58"/>
		<updated>2017-02-28T13:40:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Salvataggio di file PDF/A */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 dovrebbe rispettare lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''', aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con il Visualizzatore di documenti eVince ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (eVince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=57</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=57"/>
		<updated>2017-02-28T13:36:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Salvataggio di file PDF/A */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 dovrebbe rispettare lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con il Visualizzatore di documenti eVince ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (eVince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=56</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=56"/>
		<updated>2017-02-28T13:35:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* con il Visualizzatore di documenti eVince */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 dovrebbe rispettare lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati. notice&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con il Visualizzatore di documenti eVince ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (eVince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=55</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=55"/>
		<updated>2017-02-28T13:35:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 dovrebbe rispettare lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati. notice&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con il Visualizzatore di documenti eVince ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=52</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=52"/>
		<updated>2017-02-27T22:07:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati. notice&amp;lt;/small&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando &amp;lt;code&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=51</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=51"/>
		<updated>2017-02-27T21:32:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando: &amp;lt;pre&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Al di là dei casi in cui l'uso è obbligatorio, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=50</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=50"/>
		<updated>2017-02-27T21:27:21Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: pdf&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con Adobe Acrobat Reader ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con SumatraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== sul sito dell'Agenzia delle Entrate ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== in Telemaco ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== con veraPDF ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine esiste il consorzio [http://verapdf.org veraPDF], il cui scopo è quello di realizzare un software di validazione PDF riconosciuto a livello industriale. Il programma è open source ed è scaricabile dalla sezione Software del sito. Si tratta di un applicativo scritto in Java utilizzabile in Windows, Mac e Linux. Una volta installato lo potrete utilizzare sia da riga di comando, sia da interfaccia grafica eseguendo il comando: &amp;lt;pre&amp;gt;verapdf-gui&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il programma è in inglese, ma il suo utilizzo è intuitivo. Tutto ciò che dovete fare è selezionare il file da verificare mediante il pulsante '''Choose PDF''' e quindi eseguire la verifica con un clic su '''Execute'''. Se il vostro PDF supera il test comparirà in verde la scritta &amp;quot;PDF is compliant with Validation Profile requirements&amp;quot;, in caso contrario la scritta sarà in rosso è dirà &amp;quot;PDF is '''not''' compliant...&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciando l'impostazione &amp;quot;Auto-detection&amp;quot; il programma dirà che il PDF/A è valido se supera il test come PDF/A-1a; nel caso vogliate verificare se è un file valido per una versione più recente di PDF/A, dovrete selezionarla dall'apposito elenco a discesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma è inoltre in grado di generare dei report in formato xml oppure html, contenenti maggiori dettagli relativi ai risultati della validazione ed alle caratteristiche del file controllato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=49</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=49"/>
		<updated>2017-02-27T20:54:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Note sull'uso dei PDF/A */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''', che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornano automaticamente, occorre prestare attenzione al tipo di caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Pubbliche Amministrazioni, per garantire ulteriormente che i file non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso richiedono di firmarli  digitalmente, i PDF/A, non contenendo elementi variabili si prestano anche a questo scopo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=48</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=48"/>
		<updated>2017-02-27T13:33:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Note sull'uso dei PDF/A */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Ciò considerato, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''' che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornino automaticamente, occorre prestare attenzione con i caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerate le caratteristiche dei file PDF/A, per garantire che non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso viene richiesto di firmarli digitalmente, prima dell'inoltro all'Ente destinatario.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=47</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=47"/>
		<updated>2017-02-27T13:32:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Ciò considerato, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''' che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o che si aggiornino automaticamente, occorre prestare attenzione con i caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerate le caratteristiche dei file PDF/A, per garantire che nessuno non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso viene richiesto di firmarli digitalmente, prima dell'inoltro all'Ente destinatario.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=46</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=46"/>
		<updated>2017-02-27T13:31:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedirlo all'Ufficio Pubblico destinatario, è opportuno verificare che il nostro file in formato PDF/A sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note sull'uso dei PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo visto che i file in formato PDF/A, sono richiesti obbligatoriamente da numerosi Enti Pubblici, in quanto destinati all'archiviazione di lungo periodo. Ciò considerato, nulla ci vieta di utilizzare questo formato anche per l'archiviazione personale dei documenti da noi prodotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre però fare attenzione ad alcuni aspetti, in quanto questo formato è pensato per '''versioni definitive dei documenti''' che devono essere conservati senza subire ulteriori modifiche. Questo fa si che i PDF/A non possano contenere determinati elementi come, ad esempio, campi compilabili o elementi che si aggiornino automaticamente, occorre prestare attenzione con i caratteri utilizzati, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerate le caratteristiche dei file PDF/A, per garantire che nessuno non vengano modificati dopo la loro creazione, molto spesso viene richiesto di firmarli digitalmente, prima dell'inoltro all'Ente destinatario.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=45</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=45"/>
		<updated>2017-02-27T12:55:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta dagli Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedire il file all'Ufficio Pubblico destinatario del nostro file in formato PDF/A, è opportuno verificare che questo sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale → Funzione di validazione e conversione file''', premere l'apposito pulsante '''Sfoglia''' per caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A nel campo '''Descrizione allegato''', premere  quindi il pulsante '''valida''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=44</id>
		<title>Esportare file in formato PDF/A</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Esportare_file_in_formato_PDF/A&amp;diff=44"/>
		<updated>2017-02-26T23:02:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta da Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1, per questo motivo in questa sede non prenderemo in considerazione le versioni successive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedire il file all'Ufficio Pubblico destinatario del nostro file in formato PDF/A, è opportuno verificare che questo sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale''', quindi attraverso l'apposito pulsante caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A, premere il pulsante '''Controlla''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=43</id>
		<title>Pagina principale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=43"/>
		<updated>2017-02-26T23:01:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Risorse  ==&lt;br /&gt;
* [Ebook]&lt;br /&gt;
* [Materiali didattici]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== eBook in corso di realizzazione ==&lt;br /&gt;
* [[EBook software libero| La risposta naturale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== HowTo in corso di realizzazione ==&lt;br /&gt;
* [[Esportare file in formato PDF/A]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== LibreDifesa ==&lt;br /&gt;
* [http://www.libreitalia.it/wiki/libredifesa VideoCorso]&lt;br /&gt;
* [https://github.com/libreitalia/VideocorsoLibreDifesa Sorgente VideoCorso]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=42</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=42"/>
		<updated>2017-02-26T22:57:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta da Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1, per questo motivo in questa sede non prenderemo in considerazione le versioni successive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Validare i file PDF/A ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di spedire il file all'Ufficio Pubblico destinatario del nostro file in formato PDF/A, è opportuno verificare che questo sia conforme allo standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se utilizziamo Linux, una validazione di base la possiamo ottenere aprendo il file con il '''Visualizzatore di documenti''' (Evince). Se dal menu selezionate  '''Proprietà''', alla voce '''Formato''' il programma vi dirà di quale versione di PDF si tratta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Windows aprendo il file con '''Adobe Acrobat Reader''', se si tratta di un PDF/A, nella parte alta della finestra compare una barra di colore azzurro con l'indicazione: &amp;quot;Il file è conforme allo standard PDF/A ed è stato aperto in sola lettura per evitare modifiche&amp;quot;. Se questa barra non dovesse comparire verificate che in '''Modifica → Preferenze''' nella sezione '''Documenti''' l'opzione &amp;quot;Visualizza documenti in modalità PDF/A&amp;quot; sia impostata su '''Solo per documenti PDF/A'''. Se, nonostante l'opzione sia attiva, la barra azzurra non compare, allora il vostro file non è un PDF/A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre in Windows è possibile controllare il file anche con il programma  [https://www.sumatrapdfreader.org SumatraPDF]. Con questo software, dopo aver aperto il file, dal menu selezionate '''File → Proprietà'''; si aprirà una finestra informativa dove, alla voce '''Ottimizzazioni PDF''', viene precisato se si tratta di un PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se il vostro file ha superato le validazioni di cui sopra, non è detto che sia conforme a quando richiesto dalla Pubblica Amministrazione, per questo motivo alcuni Enti Pubblici offrono attraverso i loro siti dei servizi di validazione online. Ad esempio, queste funzioni sono disponibili sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate] e sul portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco] del Registro delle Imprese, in entrambi i casi solo per gli utenti registrati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo esservi autenticati sul sito dell'[http://www.agenziaentrate.gov.it Agenzia delle Entrate], dovrete selezionare la sezione '''Civis → Presentazione documenti per controllo formale''', quindi attraverso l'apposito pulsante caricare il vostro file, scegliere il tipo di file PDF/A, premere il pulsante '''Controlla''' ed attendere la risposta del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel portale [https://telemaco.infocamere.it/ Telemaco], una volta effettuato il login, sarà necessario accedere alla sezione '''Le mie pratiche''' e selezionare indifferentemente '''Invia Comunica''' oppure '''Invia bilancio''', quindi scorrere verso il basso fino a trovare la sezione '''Validazione'''. Facendo un clic qui sopra diventerà visibile un pulsante '''Sfoglia''', attraverso il quale sarà possibile caricare il file da verificare.&lt;br /&gt;
Dopo un breve tempo di elaborazione il sistema visualizzerà il risultato della validazione con dei caratteri verdi se l'esito è stato positivo, oppure con dei caratteri rossi se il test non dovesse essere stato superato.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=41</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
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		<updated>2017-02-26T21:15:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Salvataggio di file PDF/A */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta da Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1, per questo motivo in questa sede non prenderemo in considerazione le versioni successive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante '''PDFCreator'''. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante '''Salva''' in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su '''PDF/A-1b''' (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, se lo desiderate, potrete impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=40</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=40"/>
		<updated>2017-02-26T21:10:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Salvataggio di file PDF/A */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta da Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1, per questo motivo in questa sede non prenderemo in considerazione le versioni successive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, nella finestra di dialogo è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante PDFCreator. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante Salva in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su PDF/A-1b (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, potremmo anche impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=39</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=39"/>
		<updated>2017-02-26T21:09:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Salvataggio di file PDF/A */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta da Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1, per questo motivo in questa sede non prenderemo in considerazione le versioni successive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
Considerato che alcune Pubbliche Amministrazioni pongono un limite massimo alle dimensioni dei file trasmessi, in questa stessa finestra è consigliabile impostare il valore '''Riduci risoluzione immagine''' a '''150 DPI'''. Volendo è inoltre possibile ridurre il parametro '''Qualità''' aumentando così la compressione delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si esportano dei documenti scannerizzati, è importante ricordarsi di impostare valori non troppo elevati per la risoluzione e la compressione delle immagini, altrimenti queste possono appesantire notevolmente le dimensioni del file.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante PDFCreator. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante Salva in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su PDF/A-1b (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrando nella sezione '''Impostazioni → Salva''' di PDF Creator, potremmo anche impostare come predefinito il formato PDF/A-1b.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=34</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=34"/>
		<updated>2017-02-15T23:19:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: /* Esportare file in formato PDF/A (in corso di realizzazione) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A ==&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta da Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1, per questo motivo in questa sede non prenderemo in considerazione le versioni successive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante PDFCreator. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante Salva in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su PDF/A-1b (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=33</id>
		<title>Usare i nomi in Calc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.libreitalia.org/index.php?title=Usare_i_nomi_in_Calc&amp;diff=33"/>
		<updated>2017-02-15T23:18:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Marco.marega: Creata pagina con &amp;quot;== Esportare file in formato PDF/A (in corso di realizzazione) == Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono de...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esportare file in formato PDF/A (in corso di realizzazione) ==&lt;br /&gt;
Il formato PDF è uno dei più utilizzati per lo scambio di documenti elettronici, ma non tutti i PDF sono della stesso tipo. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra i possibili sottotipi troviamo il formato '''PDF/A''', definito dallo standard ISO 19005-1 del 2005, il cui scopo è quello di garantire che i documenti destinati all’archiviazione nel lungo periodo, siano accessibili e vengano visualizzati sempre allo stesso modo, indipendentemente dal software utilizzato e dal tempo trascorso dalla loro produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per questa caratteristica, molte pubbliche amministrazioni richiedono che i documenti ufficiali a loro indirizzati siano dei PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua pubblicazione, lo standard PDF/A è stato soggetto a successive revisioni nel 2011 e nel 2012, ad oggi ne esistono quindi tre diverse possibili versioni: '''PDF/A-1''', PDF/A-2 e PDF/A-3. I formati più recenti sono retro-compatibili, perciò un file PDF/A-1 rispetterà sicuramente lo standard A-2, mentre non è detto il contrario; lo stesso dicasi nei riguardi dell’A-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la variante di questi formati richiesta da Enti Pubblici italiani è il PDF/A-1, per questo motivo in questa sede non prenderemo in considerazione le versioni successive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato di nostro interesse (PDF/A-1), può, a sua volta, avere due livelli di conformità allo standard, uno più avanzato ('''PDF/A-1a''') ed uno di base ('''PDF/A-1b''').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Salvataggio di file PDF/A ==&lt;br /&gt;
Vediamo ora come possiamo creare un file in questo formato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualunque sia il sistema operativo utilizzato, '''LibreOffice''' consente di esportare  documenti in formato PDF/A-1a semplicemente selezionando la voce '''File → Esporta nel formato PDF…'''; poi, nella finestra di dialogo che compare, dovrete assicurarvi che sia attiva l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' e quindi premere il pulsante '''Esporta.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avremo così ottenuto il file nel formato che ci è stato richiesto dalla Pubblica Amministrazione con cui dobbiamo interloquire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice ricorda le opzioni impostate al momento dell’ultima esportazione, perciò, se dobbiamo ripetere un'esportazione in formato PDF/A-1a, possiamo farlo semplicemente agendo sull’icona '''Esporta nel formato PDF''' presente nella barra degli strumenti standard. Questa modalità è comoda e veloce nel caso in cui si debba produrre una serie di documenti in PDF/A nella stessa sessione di lavoro. Tuttavia, solo eseguendo l’operazione dal menu potremo visualizzare la finestra di dialogo che ci consente di verificare che l’opzione '''Archivio PDF/A-1a ( ISO 19005-1)''' sia effettivamente selezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LibreOffice può aiutarci anche a convertire in PDF/A-1a altri tipi di file. Ad esempio Draw è in grado di importare un PDF normale, che poi può essere esportato in PDF/A con le modalità già viste sopra. In questo caso, anche se il file risultante sarà un PDF/A-1a, non è garantito che in fase di importazione l’aspetto dell’originale venga riprodotto perfettamente. Questa funzionalità può essere molto utile in altre situazioni, come, ad esempio, per elaborare file ottenuti dalla scannerizzazione di documenti cartacei, siano essi dei PDF oppure delle immagini jpeg o tiff. Le immagini infatti possono essere inserite in un documento di Writer (o di un altro componente di LibreOffice), che poi può essere esportato in PDF/A-1a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di usare LibreOffice per convertire in PDF/A-1a file derivanti dalla scansione di documenti, è preferibile verificare se lo scanner usato è in grado di generare autonomamente file in questo specifico formato. La sezione scanner di molte fotocopiatrici multifunzione recenti prevedere la possibilità di salvare i file direttamente in PDF/A.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambiente Windows è possibile ottenere i file PDF/A anche mediante l’utilizzo di una stampante PDF, come ad esempio quella che viene installata dal programma [http://www.pdfforge.org/pdfcreator PDF Creator]. &amp;lt;pre&amp;gt;Questo software, nonostante sia open source, durante la procedura di installazione propone dei pacchetti aggiuntivi non necessari (alcuni proprietari), perciò prestate attenzione alle schermate proposte e deselezionate i pacchetti opzionali, onde evitare di ritrovarvi installati software non desiderati.&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta installato PDF Creator, qualsiasi sia il programma che state utilizzando, vi sarà sufficiente selezionare la funzione di stampa e scegliere la stampante PDFCreator. Quando premerete il tasto Stampa, si aprirà una finestra nella quale dovrete fare clic sul pulsante Salva in basso a destra. Comparirà quindi una finestra di dialogo per il salvataggio del file,  in questa dovrete impostare il nome che desiderate e dovrete assicurarvi che il tipo di file sia impostato su PDF/A-1b (non sul semplice PDF e nemmeno su PDF/A-2b).&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Marco.marega</name></author>
		
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